Il Palazzo delle Illusioni – regala la possibilità di essere futuro

Ho scelto questa lettura oggi, un pò anticonformista. Un po’ come nell’Iliade e nel Mahabharata le vite degli uomini e degli dei si intrecciano, l’epos intesse mito, storia, filosofia, politica, religione. Ma a differenza che in occidente, in India quelle storie si raccontano ancora ai bambini, fanno parte non della cultura, ma dell’immaginario popolare presente.
Tant’è  che moltissimi film di Bollywood raccontano del saggio Vyasa autore del poema, della centenaria lotta tra le dinastie rivali dei Pandava e dei Kaurava per la conquista del trono di Hastinapur e per conquistare la bellissima principessa Panchaali. E’ lei l’io narrante di questo romanzo, attraverso i suoi occhi rivediamo i palazzi incantati, riviviamo le eroiche imprese, i terribili tradimenti.  
E finalmente anche le donne acquistano vita, non più apparizioni celestiali o demoniache. Non si tratta di un’operazione post femminista, ideologica, ma della ricomposizione di un mondo intero, ricco di sfumature, di cose non dette, un po’ come hanno fatto altre grandi scrittrici indiane contemporanee come Anita e Kiran Desai o Arundhati Roy.

Perchè finche ci ostiniamo a guardare il mondo solo con un solo sguardo, quel mondo tenterà di schiacciare tutti gli altri.

Come ha detto il prof. Sandro Bernardi (docente di Storia del Cinema a Firenze): in fondo se ci pensiamo bene c’è un unico tema che riunisce tutte le culture e religioni, sottomettere e piegare le donne ad inutili violenze.

“Il palazzo delle illusioni” di Chitra Banerjee Divakaruni , 2009, ed. Einaudi,

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