La Nuova intervista del Martedì alla Dot.ssa Deborah Parri

L’intervista la trovate anche sul sito www.labottegadellapedagogista.com

La Bottega della Pedagogista: Buongiorno Dott.ssa Deborah Parri, oggi parliamo della diffusione dei sintomi ansiogeni e stress-correlati nella società moderna ed in particolare di come la presenza di tali disagi nel genitore possa influenzare la personalità del bambino…
perchè l’importanza di questi argomenti?

Deborah Parri: Ho voluto affrontare questo argomento perché credo che possa ritenersi di estrema attualità e dunque alla portata delle nuove generazioni. Oggi infatti i termini “stress” o “ansia” fanno parte delle conversazioni quotidiane e vengono utilizzati con grande disinvoltura anche se talvolta non sottintendono una reale conoscenza del loro significato. 
    Lo stress e l’ansia in realtà sono di per sé fattori di natura positiva, essendo la fonte energetica principale in ogni attività di adattamento e quindi responsabile della nostra sopravvivenza e libertà; tuttavia un eccesso di stimoli, di occasioni che sollecitano la nostra energia, di eventi che richiedono grande impegno in tempi ridotti possono generare lo “stress negativo”, dato dal senso di non possedere le energie necessarie per soddisfare tutto e tutti e di non avere alcuna influenza diretta su certi eventi o di essere la causa del loro andamento negativo.
     La società attuale non è più quella di una volta; è assai facile incorrere in periodi della vita i cui ci sentiamo sopraffatti da impegni lavorativi, personali, sentimentali che ci appaiono frenetici, insostenibili, pesanti; il contesto sociale ci mette continuamente a dura prova giorno dopo giorno ed apre la strada alla diffusione dei sintomi da stress negativo, quali senso di pressione, nervosismo, tensione, ansia, rabbia, frenesia, velocizzazione del ritmo interno, criticismo accentuato, difficoltà del sonno, agitazione e rigidità muscolare.
      Gli adulti sono le prime vittime di tali fattori, essendo parte del mondo lavorativo ed avendo ormai completato quel processo di sostituzione della spensieratezza e dell’innocenza proprie dell’infanzia, con il senso del dovere e di responsabilità che fisiologicamente sopravanzano con la maturazione dell’individuo. Quando il carico di stress e di ansia si fa elevato, questo va indubbiamente a compromettere il benessere del soggetto, in termini di gestione del sé e delle relazioni sociali; questo significa che il disequilibrio psico-fisico non permette all’adulto di relazionarsi adeguatamente con coloro che condividono il suo mondo, manifestando nervosismo, incapacità di contenere proprie paure o irritazioni, assunzione di atteggiamenti talvolta aggressivi, tendenza a dimenticare il piacere della calma e del riposo.
      Anche il bambino fa parte del mondo sociale dell’adulto ed inevitabilmente viene a contatto con il suo stato emotivo, affettivo e pisco-fisico, percependone ogni dettaglio positivo o negativo che sia. Così come un clima familiare equilibrato e sereno è capace di fornire sicurezza, appoggio e tranquillità al figlio, anche la presenza di uno o entrambi i genitori con sintomi da stress può senza dubbio compromettere la stabilità personologica del bambino, innalzando la possibilità che anch’esso sviluppi, nel breve o lungo termine, atteggiamenti o sintomi ansiogeni. Se si considera la grande diffusione di disagi stress-correlati negli adulti di oggi, si comprende il perchè nella società attuale non sia così difficile incontrare bambini che presentino agitazione, difficoltà di addormentamento o turbe del sonno, iperattività, paure ossessive, aggressività, difficoltà relazionali con i pari.
     Ecco che appare evidente la necessità di un maggiore impegno da parte degli specialisti del settore educativo, pedagogico e psicologico nel non sottovalutare il problema e nell’offrire un aiuto concreto ed efficace ad adulti e bambini per rallentare i propri ritmi di vita, riscoprire il piacere della calma, allentare tensioni e scacciare preoccupazioni, al fine di riacquistare quell’equilibro globale che è promotore del benessere della famiglia.
 
B.P.: Una pedagogista come si approccia a questi argomenti?
D.P.: Il Pedagogista Clinico, attento alla persona nella sua globalità, coinvolge l’adulto, il bambino o entrambi in un percorso di Diagnosi Pedagogico Clinica, attraverso la quale conosce i soggetti nella loro complessità, coglie potenzialità e bisogni specifici e traccia la strada per la costruzione di un rapporto empatico e di condivisione con lo specialista.
   Una volta definiti i potenziali fattori di iniziazione e gli obiettivi a cui aspirare, il Pedagogista Clinico dà il via ad un Percorso Clinico in cui il soggetto è il vero protagonista.
Il Pedagogista Clinico può guidare l’adulto nel processo di conoscenza del sé attraverso tecniche di riflessione o di contatto con il proprio corpo, in modo tale che possa ritrovare se stesso, risvegliare la capacità di riscoprirsi, ascoltarsi, percepirsi, capirsi; inoltre mediante tecniche proiettive e di liberazione cha facciano leva sulla musica e sull’arte (InterArt®, Musicopedagogia®), egli rende possibile la presa di coscienza e l’emersione di stati pisco-affettivi disturbanti o di conflittualità interne nascoste e causa di disagi emotivi, fattori necessari per l’avviamento di un percorso di rinascita. Infine il Pedagogista Clinico interviene proponendo tecniche dialogico-coproree che favoriscano la distensione psicofisica (Body Work®) o il rilassamento profondo (Training Induttivo®), utili per alleviare ogni tensione, dare impulso al benessere globale dell’individuo, rallentare i ritmi di azione, promuovere il piacere dell’abbandono. In associazione è possibile proporre esperienze immaginativo-fantasmatiche (Fantasmagorie®) essenziali per stimolare il rinforzo dell’Io, lo sviluppo della sicurezza interiore e il ripristino dell’energia vitale.
    Con il bambino lo specialista privilegia il canale proiettivo musicale e artistico, maggiormente affini alla natura fantasiosa e creativa dell’infanzia, promuovendo la liberazione del sé e l’espulsione di preoccupazioni o stati di ansia; come nell’adulto, anche in questo caso, è comunque necessario associare all’espressività anche esperienze distensive guidate o verbalizzate (Discover Project®, Body Work®), che siano chiaramente accessibili al suo bagaglio cognitivo e alle sue potenzialità motorie. In tal modo è possibile offrire al bambino la possibilità di vivere situazioni di benessere, di riposo psicofisico, di calore ed appoggio indispensabili per
potenziare la propria sicurezza interiore. Non meno importanti sono quelle esperienze motorie o cinetico-gestuali che facciano leva sull’autocontrollo, la gestione e la coordinazione dei movimenti, utili per riequilibrare il tono e ristabilire il giusto bilanciamento delle forze.
    E’ opportuno comunque precisare che ogni soggetto è a sé stante, per cui racchiude una combinazione di bisogni e potenzialità unico; di conseguenza le proposte di Intervento Clinico qui presentate possono essere accostate ed organizzate ogni volta in modo diverso, a seconda della risposta del soggetto e delle sue peculiari necessità. La flessibilità e lo spirito di adattamento sono i pilastri di ogni tipologia di percorso di aiuto pedagogico clinico.

B.P.: Dottoressa, che riscontri ha avuto nel suo lavoro in studio?
D.P: Svolgendo la professione di Pedagogista Clinico nel mio studio privato e allo stesso tempo quella di insegnante di Scuola primaria, ho l’opportunità di venire in contatto con situazioni personali e familiari di varia natura ed inevitabilmente incontro spesso genitori e figli che presentano disagi emotivi, psichici e fisici determinati dalla presenza di stati di stress e ansia. Talvolta la richiesta di aiuto perviene proprio a causa di tali disagi, per cui c’è in fondo la consapevolezza della loro presenza e la volontà di affrontarli per superarli; altre volte genitori e figli si presentano in studio esprimendo problematiche di altra natura (difficoltà relazionali, di apprendimento, di gestione del sonno, disattenzione) che inconsapevolmente sottintendono comunque motivi ansiogeni che poi emergono chiaramente in Diagnosi.
  Nella mia pratica professionale valuto sempre ogni plausibile possibilità di Intervento Clinico, vale a dire un percorso individuale con l’adulto, oppure un percorso individuale con il bambino, o ancora un percorso diadico genitore-figlio in contemporanea; non c’è una ricetta specifica per ogni problematica, per cui ogni situazione avrà la propria strategia di soluzione migliore.
In ogni modo, qualunque sia la strategia adottata, posso affermare che la giusta combinazione delle tecniche pedagogico cliniche menzionate nel paragrafo precedente permette ai soggetti, grandi o piccoli che siano, di riprendere il contatto con i giusti tempi della vita, di riorganizzare il proprio orologio biologico, di riassaporare il piacere della positività della quotidianità. L’allentamento delle tensioni, la riscoperta del benessere e dell’equilibrio psicofisico hanno conseguenze immediate e dimostrabili anche sulla vita sociale dell’individuo; ecco che si riscontrano miglioramenti nel modo di relazionarsi con i pari, nella gestione delle proprie emozioni, nel rendimento lavorativo o scolastico, nell’autostima e nella fiducia in sé e negli altri. Importante beneficio ne traggono indiscutibilmente anche i rapporti familiari, in quanto riacquistando il controllo del sé e del proprio operato, si ottiene la capacità di affrontare le piccole e grandi difficoltà con il giusto spirito di collaborazione e comprensione reciproca.
Ai fini della divulgazione della necessità di riconoscere il sintomo ansiogeno e le sue possibili conseguenze negative sul ménage familiare, sto progettando percorsi di gruppo destinati esclusivamente agli adulti, in cui sia possibile prendere consapevolezza dei disagi stress-correlati per poi affrontarli con tecniche pedagogico cliniche, e percorsi di gruppo tra genitori e figli, con l’intento di offrire un valido aiuto pedagogico per ripristinare il benessere relazionale e favorire sistemi di empatia transgenerazionali.


La mia collega ci ha offerto un quadro dettagliato di come i disagi ansiogeni influiscono sulla nostra vita e la famiglia, e  quanto la Pedagogia Clinica può fare per individuare percorsi adatti a superarli.  Buon lavoro!

Dott.ssa Deborah Parri – Pedagogista Clinica
Tel: 338 6406926
Mail: debora.parri@tiscali.it
Studio Pedagogico Clinico – Viale Togliatti 8, 50059 Sovigliiana, Vinci (FI).

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