Il primo compagno di viaggio è il papà


Cari papà che mi leggete…a voi mi rivolgo diretta con questo post.Siete spesso presi a discutere con i vostri figli perchè a tavola si alzano continuamente, non vi ascoltano, scorrazzano a destra e sinistra infastidendo voi e i vicini di tavolo, finchè non arrivate alle minacce:
ti levo l’ipad, non ti compro il cellulare, basta con whatsapp, maledetto Nintendo..
Fra le tante domande che viaggiano nella mia mente ci sono queste 3:

1)  A tuo figlio chi ha dato quei dispositivi?

 

2) Su quale manuale di pedagogia avete letto che per un buo sviluppo di vostro figlio egli deve avere un ipad (o tablet per par condicio) o un cellulare già in tenerissima età da usufruire liberamente?

3) Quale specialista vi ha suggerito che a tavola i vostri bambini devono poter accedere senza regole ai vari dispositivi?

-E’ frustrante vedere certe cose, ma lo è ancor di più viverle- 

Mentre pensi  che ti sto facendo delle domande sarcastiche, ti chiedo di avere ancora un pizzico di  pazienza per continuare a leggere.
Quando ti ascolto in studio con tua moglie spesso si arriva PuntoX, quello in cui ti confidi con me cercando di ottenere la mia complicità perché hai capito che sono uno specialista 2.0,  e  con sicurezza mi dici:
dottoressa lo sa anche lei…a volte per stare tutti tranquilli gli si da l’ipad col giochino bla-bla o si lascia che giochi col cellulare così noi si può parlare o guardare la tv…
Eccovi al varco! Avete quasi centrato il punto involontariamente, ma ancora non lo avete messo a fuoco.
Miei speciali papà 2.0, a voi mi rivolgo, voi dell’epoca delle Play station e simili, voi che potevate fare la partita solo prima di cena o dopo, come mai siete arrivati a questo?
Quando avete abdicato al ruolo di genitore scegliendo quello di “simpaticone”?
Quando l’amore per vostro figlio lo avete canalizzato in una serie di oggetti/distrattori alla moda?
E PERCHE’?
Tanti errori sono stati fatti dalle generazioni precedenti ed è giusto averli superati con altre strategie efficaci…ma teniamoci le BUONE ABITUDINI come il tempo trascorso a tavola, il cibo sono fra i momenti più preziosi della giornata, quelli in cui la famiglia si alimenta di nutrienti a tutto tondo (emozioni, consigli, confidenze, relazioni e cibo) dove si dedica del tempo alla comunicazione e alla costruzione dei progetti facendosi forza l’un l’altro.
Tutto questo oggi l’abbiamo perso, e tu papà in particolare.
Torni a casa dopo una lunga giornata di lavoro, e finalmente ti connetti alla rete wi-fi, così da tuffarti  nei vari play, whatappini, social e ricerche web (se non la tv) tanto da assentarvi per momenti lunghissimi che sottraete ai vostri figli, a vostra moglie e alla vostra famiglia.
I bambini imparano da te, e tu automaticamente in questo modo rendi inutili le armi educative, come puoi esser credibile e coerente quando li richiami se sei il primo ad assentarti dalla vita familiare?
Il messagio che viene vissuto è che se papà non si interessa alla famiglia, se lui ride col whatsapp, se gioca con i vari bla-bla, se vive le vite dei reality e non si adopra a inventare attività, giochi e risate con i figli e la moglie…perchè allora loro dovrebbero esserci quando lui decide che ha tempo?
Ed eccoci ai vari pasti selvaggi dei vicini di albergo che vivo in questi giorni di vacanza, e anche quelli che mi si raccontano in studio e/o dagli amici..ragazzetti maleducati e assenti, musiche fastidiose, persone sedute insieme ma che si ignorano.
Mi piace la regola del “cestino” raccogli cellulari che ho letto da qualche parte: appena si decide che ci si appresta ai pasti tutti i dispositivi finiscono nel paniere, anche se potete inventarmi qualsiasi rituale purché funzionale.
Alla mia esperienza professionale aggiungo quella di blogger da diversi anni che mi permette di sottolineare che non va demonizzato il tempo che una persona investe nel web (sia sottoforma di social, che di gioco, che di conoscenza) ma va organizzato accuratamente perchè non sia a discapito del tempo che si passa nella realtà con le persone.
Se ti sei accorto che la situazione ti ha preso la mano e con i tuoi bambini le cose sono proprio arrivate a questo punto e vuoi un aiuto specialistico personalizzato devi solo prendere un appuntamento con la dott.ssa Vania Rigoni a questo numero 055 472846 chiamando la mattina, oppure scrivimi vaniarigoni@labottegadellapedagogista.comIl post è finito.

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2 pensieri riguardo “Il primo compagno di viaggio è il papà

  1. L’ha ribloggato su La Bottega della Pedagogista e ha commentato:

    L’anno scorso…scrivevo questo post che ri-bloggo.
    Poi ieri leggo nella pagina FB di un amico cameriere di vecchia guardia …

    “Sul tg2 delle 13 e’ stato lanciato l’allarme per i bambini che usano in maniera smoderata i tablets e i cellulari per i video giochi estraniandosi socialmente. Dovreste vedere quando arrivano al ristorante sono i genitori che mettono in mano ai bambini i cellulari con i videogiochi per farli mangiare. A me si rivoltano le budella e avrei tanta voglia di tirare un cazzotto In testa non ai bambini ma ai genitori e di fracassargli ìl cellulare. Appello ai genitori. INVECE DI SPACCARE I COGLIONI LAMENTANDOVI CHE LA SCUOLA NON FUNZIONA PIÙ !CHE NON C’E’ PIÙ EDUCAZIONE ECC. ECC. COMINCIATE A CHIEDERVI QUELLO CHE FATE VOI PER EDUCARE I VOSTRI FIGLI ! AHHHHH MI SONO SFOGATO ! NON NE POTEVO PIÙ”

    Dobbiamo darci da fare, cambiare la rotta e recuperare un’educazione ovunque, per tutti e di tutti

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