Il cibo e i genitori

Oggi un nuovo “pensiero circolare” su un’argomento che mi sta molto a cuore: l’Alimentazione.
Dolci fassini by Vania Rigoni
Siamo quello che mangiamo fu il mio ultimo post in merito, qualche tempo dopo ho visto con piacere un articolo dei miei amici Carlo e Federica di GenitoriOk : Permetti a tuo figlio di lasciare del cibo nel piatto che a mia volta ho fatto leggere ad alcune persone che hanno difficoltà a relazionarsi col cibo.
Unanimamente ci si sono rispecchiate offrendomi alcune personali considerazioni:
-1- è una vita che combatto con le diete…e da piccolino mi ingozzavano come un tacchino
-2- ricordo che mangiavo solo se me lo dava una vicina, da mamma lo stesso cibo lo rifiutavo
-3- ero bello cicciotto, poi son diventato bello robusto e poi le stesse persone mi han detto ma quando ti metti a dieta (pur conservano le stesse proporzioni)?
Cosa è accaduto a queste persone? perchè a me e a noi Pedagogisti interessa approfondirlo?
Capire la strategia di approccio all’alimentazione in cui siamo stati educati, comprenderne i difetti e le molle non funzionanti ci può aiutare a modificare oggi il nostro comportamento ed a escogitarne uno nuovo in cui crescere la nostra famiglia.
Se da piccoli vi hanno ingozzato dicendovi “povero cocco mangia….” dando al gesto del nutrirsi fino a scoppiare una valenza di “stra-coccola” da parte di chi vi nutriva, in voi sarà scattato un probabile senso di colpa se non finivate tutto il piatto…finchè da adolescente non vi siete visto/a un pò cicciotto. Qualcuno di voi a quel punto ha inventato scuse per non stare più alla tavola dell’abbuffate, perdendo però la condivisione familiare; altri hanno sviluppato selezioni alimentari..fino a essere palesemente legati al cibo con una relazione di amore/odio che prosegue parallela ai vostri sbalzi affettivi ed emozionali.
Ecco perchè l’articolo di GenitoriOK mi piace molto: riacquisire il senso della nutrizione in famiglia, rispettandoSI permette un equilibrio nnei vostri figli, futuri adulti.
Nello stesso modo è importante che il messaggio educativo sia coerente (lo so, ve l’ho detto e scritto milioni di volte insieme ad altri milioni di specialisti in aiuto alla persona…) e questo vale anche a tavola: se voi gustate i piatti a base di verdure, i vostri figli mangeranno verdure ma se voi vi forzate a mangiare le verdure perchè aiutano la linea snella ma non vi fanno gola, i vostri figli le eviteranno sicuramente. Allo stesso modo pensate sempre che il vostro bambino è interessato al vostro amore e che pende dalle vostre labbra, perciò se voi gli dite “bello cicciotto di mamma” lui se lo ricorderà a vita….e allora quanto è più bella l’espressione “caro amore di mamma e di papà”?!
Il capitolo “rifiuto del cibo” è particolare, tanti mi dicono che il figlioletto non mangia che con un familiare specifico… L’unica risposta che posso serenamente offrirvi via blog è: chiedetevi (riflettete) cosa accade in famiglia, che rito avete inventato intorno al cibo per cui il vostro caro bimbo vi partecipi così?
Il cibo, l’alimentazione e la nutrizione oggi vanno di moda. Non siamo ancora riusciti a modificarne le strategie per ritornare alla naturalità, ancora i condizionamenti ci impongono modelli forti e solo Genitori Fortissimi, e chi si fa le domande lo è, riescono a tener fuori i figli da certe pressioni negative insegnando loro “le abilità di osservazione e di critica” di ciò che li circonda.

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