Tentativi ed errori paterni per non cadere nel copione (p.1)

Vi ricordate l‘infografica che avevo realizzato e che ha girato sul web la settimana scorsa
sui pensieri circolari e paternità????

Oggi si arricchisce di un nuovo pezzo di riflessione scritto da Simone Lanza,
blogger di www.globildung.wordpress.com,
spazio interessante di cultura e riflessione socio-educativa e non solo..

infografica paternità

Tentativi ed errori paterni per non cadere nel copione (prima parte)

Forse non “solo le donne grazie alle rivendicazioni avvenute nei secoli passati (ed anche contemporanei se guardiamo al Medio Oriente con recenti fatti di cronaca) hanno permesso un dibattito critico sui generi” [http://labottegadellapedagogista.com/], se non altro per la reazione obbligata provocata su noi maschi, ma quindi sicuramente soprattutto e in primissimo luogo le donne. Il femminismo è stata la più grande rivoluzione del secolo passato, che noi uomini non siamo (ancora) riusciti a portare a compimento.

Senza questo riconoscimento non ci può essere un miglioramento sul piano della modificazione dei ruoli famigliari che sono ancora troppo sbilanciati, asimmetrici con retaggi del passato e nuove camuffate forme di sfruttamento e prevaricazione che vedono in Italia le donne avere migliori titoli di studio degli uomini ma peggiori salari e condizioni lavorative.

Cura non significa gioco

Certo non basta sapere cambiare il pannolino ai figli e alle figlie, e non basta tutto quel poco che noi maschi stiamo facendo, come dice Katia Cazzolaro [http://katia-cazzolaro.yolasite.com/blog.php]. Forse aiuta maggiormente un’equa ripartizione del lavoro domestico (che fatica non ce la faccio mai!) oltre ovviamente una ripartizione equa del lavoro di cura.

Cura non significa gioco.Il gioco è tempo importantissimo ma va contato come tempo libero! Quando sono al parco con mia figlia ho sentito dirmi che sto facendo il babysitter. No, ho la fortuna di potermi divertire. Dico questo perché una delle divisioni è: il padre gioca, la madre cura. E’ poi necessario il raggiungimento della parità salariale effettiva a livello sociale, oggi in Italia ancora troppo sbilanciata. Le donne sono più sfruttate fuori e quindi in casa.

Condannati a ripetere?

Sicuramente “la pratica femminista dell’autocoscienza ha aiutato le donne nell’imparare le forme del dirsi attorno al corpo, al suo essere sano, malato, attivo, presente alle relazioni, emozioni, la cura e il proprio ruolo sociale e a farne un atto condiviso, sociale, politico e culturale [https://pontiandderive.wordpress.com].

In effetti ho sentito qualcosa smuoversi solo quando mi sono trovato a confrontarmi con soli uomini sulla paternità ma soprattutto sull’essere maschi. Solo nella comprensione delle fragili identità maschili riesco a trovare qualche spiraglio di miglioramento e cambiamento da un copione che sembra condannarmi alla ripetizione.  Ripetere le iniquita della ripartizione del lavoro domestico e di cura…..[fine prima parte]

E allora? cosa si può fare? 
Simone ha delle idee che esporrà nella seconda parte di questo interessante articolo…e voi?

Chi si aggiunge?

Un pensiero riguardo “Tentativi ed errori paterni per non cadere nel copione (p.1)

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