Il peso degli attributi (p.2)

cur…La prima parte per chi non l’avesse letta.

Tante belle parole e poi nei social e nelle pagine gialle siamo pieni di associazioni,coop.ve, centri dilessia, adhd, sordi, ciechi, bulimici, anoressici, alcolisti, bulli, cyberbulli, multiproprietà…

Ma c’è qualcuno che si occupa pedagogicamente della Persona nella sua globalità?

Ad oggi che io sappia, lo fa solo il Pedagogista in aiuto alla persona (clinico) iscritto all’ANPEC e dichiaratamente fin dentro il proprio statuto, motivo per cui scelsi di conseguire questa qualifica anni fa. Sono lieta di aver poi incontrato pedagogiste di altre scuole con uno sguardo simile al mio perché la nostra Scienza si rivolge alla Persona nel suo senso olistico qualsiasi formazione si sia seguito.

Invece ci siamo smarriti dietro le frammentazioni scambiandole ingannandoCi per specializzazioni.

Il lemmario pedagogico si è arricchito di termini sanitari, qualcuno dice per poter comunicare con i medici, chiedo allora polemicamente come è nello stile di una fiorentina:

perché non possono essere loro a modificarsi nel riferirsi ad aspetti che di malattia e di sanitario non hanno molto, se non che nell’origine in alcune situzioni?

Don’t Forget!
Un* bambin* che sviluppa un deficit di attenzione e iperattività non è un*  ADHD,
così come un* bambin* con un sovrappeso non è l’obeso di classe…etc…etc…

Un bambino e una bambina sono Persone, che possono essere coinvolti in situazioni più o meno complesse per fattori dipendenti o meno dalla loro salute, equilibrio emotivo e contesto socio-educativo.

Può sembrare una banale generalizzazione fatta da una libera professionista dell’educazione, ma so di non essere l’unica visto che ultimamente leggendo gli ultimi testi di Duccio Demetrio, Morin, Frabboni, Pellai vedo che sono tutti universalmente concordi sulla questione della “educazione smarrita e denudata”.

Nel mio open-space de La Bottega della Pedagogista e nel mio quotidiano lavoro in studio il pensiero che mi guida è incoraggiare l’uso quotidiano dell’educazione e del rispetto della Persona ed essere parte del processo di ri-identificazione del pedagogista e della pedagogia.

E voi colleghi, docenti come affrontate questo momento di soglia per la nostra vita di educatori?

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