Ma in pratica cosa fa la pedagogista in studio? 

Dopo aver parlato di alleanze educative (famiglia-scuola-specialista), di difficoltà e di normativa scolastiche credo sia opportuno che racconti (almeno per i tratti salienti) come una pedagogista privato lavora in alcune situazioni specifiche contattato dai genitori.

Per quanto riguarda le difficoltà di apprendimento benché esista un filone di specialisti che “testano” i bambini fin dalla scuola dell’infanzia suggerisco di osservare la disponibilità che hanno i piccoli a partire dall’ultimo anno (5anni) rispetto all’acquisizione di alcune abilità psicomotorie e pre-curricolari (coordinazione, discriminazione visiva-sonora-tattile, classificazioni… ).

Per i disturbi del linguaggio invece, già dai 3 anni si può iniziare a fare un’osservazione più accurata come vi spiegherà la mia collega dott. Giulia Pucci in alcuni articoli che sta elaborando per La Bottega della Pedagogista.

In pratica una volta che arriva in studio una famiglia, spesso non prima della fine della seconda classe primaria il mio compito è quello di accogliere la storia personale di quel bambino e i suoi genitori perché comprendere i passaggi nodali e con quali modalità sono stati affrontati racconta quali stimoli, sollecitazioni hanno nutrito lo sviluppo di quella persona che oggi è davanti a me con una qualche difficoltà.

Tengo a sottolineare che non tutte le difficoltà degli apprendimenti sono disturbi classificabili, alcuni sono “inciampi” e rallentamenti dello sviluppo, altri possono legarsi a eventi come una nascita prematura, una perdita importante, una malattia (otiti croniche), una disabilità fisica, un’adozione, il cambio di lingua per migrazione pertanto è fondamentale comprendere e compiere un’osservazione pedagogica accurata.

Alcune famiglie approdano al mio studio dopo aver già ottenuto una diagnosi fatta dalle ASL o centri accreditati, alcune hanno anche già fatto il percorso logopedico, mio compito è raccogliere il tutto creando fin dal primo incontro un clima di accoglienza e ascolto simpatetico e a-giudicante dove il bambino è sempre presente, perché è il primo a sapere e sentire che qualcosa non va come dovrebbe (questo è l‘inizio del mio intervento pedagogico). Se la scuola è l’inviante, chiedo ai genitori di potermi incontrare con essa per ascoltare anche il loro punto di vista professionale.

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Negli incontri successivi saremo il bambino ed io, così da completare l’osservazione utilizzando gli strumenti che ho acquisito anche in seguito alla formazione come pedagogista clinico. Durante questi momenti (che variano in numero a seconda dei bambini) giocando con palle, fogli, ritmi, esercizi ludicomotori, alcuni test OS Giunti specifici per gli apprendimenti, vado a costruire una relazione significativa che mi permetterà di lavorare successivamente e raccolgo quelle informazioni che poi riunirò in quella che è chiamata verifica delle P.A.D. in pedagogia clinica (potenzialità abilità e disponibilità). Questo documento non vuol essere una diagnosi ma una fotografia dello stato attuale dello sviluppo di quel bambino evidenziandone le risorse, i punti di forza e le inefficienze.
Da ciò posso preparare un percorso educativo
specifico (comprensivo di suggerimenti per l’extrascuola) per lui e la sua famiglia, che sarà sempre parte del mio intervento, e le insegnanti con cui sono solita interfacciarmi.

Questo vale per tutti gli ordini di scuola con opportune modifiche nel rispetto della persona e della sua dignità. Talvolta il mio lavoro si conclude in pochi mesi altri necessità di un periodo più ampio, sempre conduce i soggetti a rendersi autonomi e capaci di imparare e correggersi. Talvolta sono i genitori che necessitano di sostegno alla loro funzione educativa. Sempre il clima sarà quello dell’ascolto e dell’accoglienza, della crescita e consapevolezza.

Come potete comprendere non posso raccontare in un solo post tutto quello che accade in uno spazio pedagogico per famiglie, questo è solo una parte.

Se hai domande specifiche, visto che questa è una descrizione ampia, contattami a vaniarigoni@labottegadellapedagogista.com oppure allo 055472846 dal lun al ven dalle 15 alle 17.

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