Meglio mediare che confliggere

Separarsi è possibile. Innescare una guerriglia è semplice. Arrivare a vincere la guerra (se abbiamo ottimi alleati) è realizzabile nel tempo.

MA….

…quali vittime lasciamo a terra?

L’ex-partner sarà l’unico che pensate di aver sconfitto, finalmente avete dettato voi le regole. A volte anche con ragione dopo anni di fatiche, di maleducazione e tradimenti.

Quando però allargate lo sguardo c’è una sola reale vittima della vostra guerra: vostro figlio.

Lui ha vissuto una tragedia: la sua stabilità era precaria quando vivevate insieme, poi vi siete divisi e poteva aspirare a un nuovo ordine e invece avete iniziato a sballottarlo nelle vostre diatribe, gli avete dato ruoli inadatti a lui. Vi siete allarmati quando da scuola vi raccontavano un bambino cambiato, ma la colpa non era vostra in alcun modo (semmai dell’altro).

Povero piccolo (o grande) lui che vi guardava con affetto e cercava in voi stabilità otteneva soltanto ansie, violenza, confusione.

Spero che vi abbia creato molti problemi in breve tempo così almeno lo avete portato da uno specialista che se ne sarà fatto carico, che con lui avrà lavorato per raggiungere voi genitori e portarvi a riflettere su quanto sta accadendo: lo smembramento di un bambino.

Oggi sono dura. Ho scritto col registro di un reportage di guerra. Essere genitori oggi è complesso. Essere genitori nel conflitto è pazzesco.

Soluzioni?

1.Comunicare, usare medium (mediatori familiari, psicoterapeuti) per parlarsi, trovare soluzioni e accordi, favorire una costruzione di una nuova modalità genitoriale. 

2.Sostenere vostro figlio attraverso un percorso pedagogico in rete con voi e le figure caregiver che ha intorno.

Se siete già “oltre”, cosa potete fare?
Fermarvi. Riordinare le vostre priorità. Chiedere aiuto.

Su l’argomento : Se ne è andata e sono arrabbiato.

Un articolo inerente che ho apprezzato clicca qui separazione-figli

Come sempre,
contattatemi scrivendo a dr.vaniarigoni@gmail.com

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