Il cambiamento del mio bambino mi fa paura [cosa fare e pensare]

Un argomento di cui tratto di frequente quando parlo con i genitori del mio studio è relativo alle improvvise trasformazioni di un figlio (a qualsiasi età in genere). Di solito ad certo punto esordisci così:
            Il cambiamento del mio bambino mi fa paura e non so che fare.

Noi esseri umani siamo portati a IMPARARE dagli altri, non c’è dubbio. E te lo ripeto ogni volta che ci incontriamo. Quindi per capire come AGIRE quando il tuo  bambino è cambiato e tu hai paura e non sai che fare, oggi ti SVELO uno strumento che non sai fino in fondo di avere e che TI SARA’ indispensabile per aiutare i tuoi figli a CRESCERE.

Abbi pazienza e dedica qualche minuto al mio articolo, alla fine sono sicura che sarai soddisfatto.

Per entrare nell’argomento ti porto qualche esempio (e poi leggendo capirai il perché non arrivo subito al sodo):

1) Michele (11 anni) è sempre stato un bambino tranquillo, tanti sport e poi l’oratorio e la famiglia

2) Giulio (7 anni) è un bambino affettuoso, in cerca di contatto sempre

3) Lapo (9 anni) fino a quest’anno era un terremoto, nessuno lo domava a scuola

sono descrizioni grossolane e definite di alcuni dei bambini con cui ho lavorato in questi anni, in tutte e tre le loro storie (che per alcuni tratti sono di molti e anche del tuo) c’è qualcosa che le accomuna tutte: l’apparizione misteriosa di un evento che ha cambiato totalmente il loro comportamento e per il quale i genitori di tutti è tre si sono in qualche modo STUPITI.

Michele ha iniziato a prendere una raffica di note e di brutti voti a scuola

Giulio è diventato così irrequieto che la scrittura non stava più nelle righe da quanto era grande

Lapo si è scoperto curioso e interessato verso le maestre e le materie che studia.

Cosa significa.

Qualcosa è cambiato. 

Apprendere è un’operazione che l’uomo compie per sua natura biologica e lo fa da sempre per imitazione, più che per emulazione. Cioè i bambini (e anche gli adulti) hanno un’innata capacità di accumulare informazioni di generazioni in generazione SENZA PERDERLE grazie a quello che si chiama “effetto cricchetto”  [scoperto da M. Tomasello (psicologo)].

Non voglio fare la difficile ma questa è un’informazione preziosa per te genitore:
sappi che quando tuo figlio impara una cosa, gli resta dentro per sempre.

Quindi siccome i bambini imparano imitando gli altri, pensa quanto è FONDAMENTALE che gli altri si muovano e si comportino consapevolmente. E questo non solo quando sono piccolissimi ma anche per tutto il resto della loro vita.

Mi spiego riprendendo i nostri tre bambini e spiegandovi meglio cosa è accaduto nel momento in cui c’è stata la trasformazione.

1) Michele che ha avuto sempre come modelli i suoi fratelli e la famiglia, è sempre stato un bambino tranquillo, educato e operoso. Poi è arrivato in terza media e ha conosciuto altri ragazzi più spregiudicati, popolari per il loro essere trasgressivi e si incuriosito verso uno stile così differente dal suo e ha voluto sperimentarlo.

2) Giulio sta vivendo una brutta separazione, molto conflittuale, dove nessuna parola o azione riesce ad essere contenuta dai genitori anche in sua presenza, il dolore di tutti è molto alto.

3) Lapo ha cambiato le maestre e con loro anche il metodo di insegnamento, sono riuscite a catturare il suo interesse.

Cosa puoi fare allora per impedire che certi cambiamenti restino oppure che altri, che non vedevi l’ora che arrivassero, spariscano?

Se ti senti genitore di Michele o di Giulio devi preoccuparti di capire se sta IMITANDO o EMULANDO, cioè se tuoi figlio vuole essere come chi ha preso per modello oppure se sta semplicemente copiando un comportamento.

Spesso i ragazzi copiano i tipi “trasgressivi” perché sono popolari e attirano gli sguardi, ma quando li portiamo in riflessione su quello che fanno sono i primi a condannarne i comportamenti se ne hanno già appresi di solidi e di corretti (ricordi l’effetto cricchetto di cui ho scritto sopra, quello che si impara non si perde!…).
Altre volte, come nel caso di Giulio, se si vede che il babbo e la mamma (le figure più importanti che hanno) hanno un modo di comunicare e vivere che oltrepassa i confini (parolacce, spesso urla, gesti coloriti) inevitabile sarà che li copino. I genitori sono i modelli con cui si identificano.

In entrambi i casi stai allerta, perché una volta appreso un nuovo comportamento il lavoro per smantellarlo è lungo – più avanti nel post ti dico come.

Quando, come con Lapo invece accade che c’è un inversione di rotta in senso positivo, il tuo primo pensiero e domanda è: durerà?

Sì certo, se Lapo o tuo figlio hanno trovato nella nuova maestra un modello cui identificarsi per quanto riguarda la scuola e lo studio questo piano piano con un’azione quotidiana (il lavoro delle insegnanti durante l’anno scolastico e i tuoi rinforzi positivi a casa) diventerà il suo approccio allo studio.

Quindi riassumendo e tirando le fila. Se il tuo bambino è cambiato e tu sei preoccupata fai bene. Però ATTIVATI e non farti prendere dalle ansie.

Devi OFFRIRE UN MODELLO DA IMITARE coerente e costante. Non puoi che insegnare a tuo figlio ad essere CRITICO verso ciò che lo circonda, in modo che sia consapevole che “l’essere trasgressivo” non è che un modo per mettersi in mostra di qualcuno che ha bisogno di attenzioni e forse non ha dei genitori FORTI come te.

Questo non significa svalutare l’altro bambino o gli altri genitori, bensì parlare col tuo e cercare di capire come lo vede e cosa vede e piano piano verrà fuori tutto.

Sugli effetti delle separazioni, ho scritto altre volte, e comunque Il PRIMO PASSO è da fare come ex coniugi: arrivare alla consapevolezza che la relazione è finita e che da essa comunque è nato un figlio che ha bisogno di entrambi al meglio per crescere sicuro ed equilibrato. Se le tue azioni e quelle del tuo ex sono esagerate, anche i gesti di tuo figlio lo saranno poiché è da te che apprende.

Invece quando il cambiamento è positivo sii felice hai finalmente ottenuto quello per cui hai investito. Tante mamme alla fine della nostra strada insieme mi comunicano questa preoccupazione, ma è irreale.
E’ faticoso cambiare un comportamento appreso, perché non si può cancellare, ma col percorso pedagogico clinico e con il contributo dei genitori e della scuola si può creare UN NUOVO MODELLO NUTRIENTE per quel bambino che andrà a occupare un POSTO PRIVILEGIATO nel suo contenitore degli apprendimenti.

ANCHE IO ho usato lo stesso approccio che ti sto chiedendo di mettere in pratica con tuo figlio, ti ho mostrato degli esempi e non in modo frettoloso e sbrigativo, ma ne ho avuto cura di spiegarteli e motivarteli. 

Quindi hai qualche strumento in più adesso per aiutare tuo figlio, però ammetto che non sempre è sufficiente un genitore attento e preparato in quanto ci sono CAMBIAMENTI che non sono così “semplici” da invertire e quelle volte necessitano di un lavoro pedagogico altre di un intervento incrociato fra pedagogia e psicoterapia. Esattamente come quando ti dico che NON tutto VA SPIEGATO, alcune cose vanno AGITE e basta (l’autorevolezza del genitore deve esserci sempre e sempre accompagnata dalla coerenza dell’educatore, in modo che i bambini non vadano in tilt).

Per questo ti invito a contattarmi, ne possiamo parlare e capire come muoverci.

Mi puoi telefonare dal lunedì al venerdì allo 055 472846 ( se non sono in studio risponde la segreteria che ascolto poi io appena arrivo).

Mi puoi scrivere vaniarigoni@labottegadellapedagogista.com lasciandomi i tuoi riferimenti e poi ti richiamo io!

..e se non sei di Firenze??? non esiste il problema perché per alcune cose esiste skype ( e la tecnologia) e per altre esiste la mia rete di eccezionali colleghi sparsi per tutta Italia.

Infine se vuoi farmi un regalo, perchè il pezzo ti è stato utile e ti è interessato condividilo con chi vuoi e ripagami così dell’impegno che ci ho messo nello scriverlo.

A presto!

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