Genitori in crisi: piani Didattici personalizzati e piani Educativi individualizzati [rebus scolastici]

Tuo figlio non è un PDP e neanche un PEI

In questi giorni c’è una particolare eccitazione che corre fra i genitori che incontro dei “bambini della Bottega” ed anche fra quelli che vedo entrare dalla vicina pediatra e dalla mia collega logopedista, tutti con un’espressione che oscilla fra l’agguerrito e il rassegnato.

In effetti siamo vicinissimi a Natale, se non erro mentre sto scrivendo manca meno di un mese, tuttavia credo che la motivazione per cui quei bambini e i loro genitori si mostrino così agitati sia differente e di sicuro attribuibile a ben altri fattori meterologici.
Sono trascorsi i primi mesi di scuola con l’arrivo sia dei voti e delle “eventuali” note in rosso sia delle convocazioni per i colloqui generali nonché gli inviti per gli incontri per formalizzare i PDP e PEI.

E tu che leggi e sei un GENITORE sono convinta che stai annuendo perché riconosci il tuo personale calvario.

Ti trovi nel pieno dell’ansia come uno statista a fare medie aritmetiche per capire se quest’anno si inizia in salita (come il passato) oppure in discesa…e ti chiedi come fare per trasformare un 6meno-meno in un 6 più.

Ti chiedi se al colloquio dovrai difenderti dalle maestre, ascoltare un romanzo horror dove tuo figlio è il serialKiller come di un serial americano, oppure se potrai immaginarti già a gustare il pranzo di Natale in tutta pace perché quest’anno non dovrai diventare il Cane da Guardia delle lezioni di recupero né investire la tua tredicesima in ripetizioni.

E se poi sei un genitore di un bambino che per qualche motivo ha bisogno di Piani didattici personalizzati -o perché ha un Disturbo dell’apprendimento o una Certificazione per disabilità, o anche solo un Bisogno Educativo Speciale – a tutti i sentimenti che ho appena descritto c’è anche la MEGA-ansia che nasconde la MEGA-domanda:

        quest’anno gli faranno un PdP giusto?

                     SOPRATUTTO

        si ricorderanno di applicarlo?

Ed anche:

L’insegnante di sostegno arrivato sarà competente per la specifica disabilità di MIO figlio (e non come quello di anno scorso che era stato impiegato nel sostegno pur non avendone le competenze)?

Una storia mi aiuterà a raccontarti come uscirne.

Una volta una bambina delle elementari faceva tanta fatica a ricordarsi le cose che studiava, ci metteva impegno ma quando veniva interrogata tutte le sue emozioni la mandavano letteralmente in palla. Così un giorno arrivò sua nonna Isa (una Maestra molto preparata) e le disse, visto che a lei piaceva tanto ritagliare-colorare e disegnare, di trasformare il suo studio in quadretti pieni di dettagli. Insieme a questo le disse : <Quello che oggi va male, domani potrebbe andare benissimo. Quello che conta è che tu ci provi sempre a dare il meglio>.

Poi però qualcuno (i suoi cari genitori) parlò con le maestre e disse loro che portassero pazienza con la bambina, perché era tanto timida e anche un po’ un diesel…Quella piccola partì e non si fermò più nello studiare.

Quindi adotta la strategia della nonna Isa:

  1. insegna a tuo figlio ad apprezzare lo studio e viverlo con positività, ottimismo e raccontandolo come a lui piace e non come hai fatto tu ai suoi tempi;
  2. ricordagli sempre che ce la può fare in tutto quello che incontra, talvolta bene altre meglio e ogni tanto fallirà anche, ma non sarà drammatico bensì naturale;
  3. crea un buon dialogo con quelle alleate preziose che sono le maestre, loro conoscono il 50% del tuo bambino e quindi gli manca il tuo 50% (che gli è indispensabile per fare un ottimo lavoro didattico e educativo)
  4. aiuta tuo figlio fornendogli gli STRUMENTI efficaci come la pedagogista che può guidarlo nel trovare abilità, potenzialità e strategie di successo

e poi se hai un figlio “speciale” -e chi non ce l’ha!- ti SERVE una ESPERTA che sappia cogliere tecnicamente quali sono le difficoltà di tuo figlio e le sappia tradurre in strategia per l’apprendimento e la didattica così da rendere lo STUDIO un ambiente FELICE, di soddisfazione ed anche un VERO investimento sul Futuro.

Perché i PdP e i PEI sono questo:
degli PIANI aziendali che servono a portare tuo figlio alla VITTORIA scolastica prima e nella VITA poi.

Quindi oltre le sigle che ciascun docente e specialista scrive nelle loro validissime diagnosi, devi preoccuparti di individuare una professionista come me che scriva il PROGETTO particolareggiato per tuo figlio per ciascuna delle aree di insegnamento:

-gli obiettivi a breve, medio e lungo termine (chi non li ha sta “inventando”);

-gli strumenti che sono per lui più indicati da usare (e non solo quelli più costosi di vari marchi conosciuti);

-le metodologie che con i suoi docenti hanno valutato essere più efficaci per tuo figlio;

-l’esclusione di attività, contenuti, prove che invece metterebbero tuo figlio in crisi sulla base delle valutazioni diagnostiche.

Tutto questo deve divenire parte di un PATTO di CO-Responsabilità fra te genitore e i suoi insegnanti, entrambi figure indispensabili alla buona riuscita del progetto e gli specialisti privati.

Questo è il motivo per cui se mi chiami la mattina non ci sono quasi mai, sono per le scuole dei “bambini e ragazzi della Bottega” per incontrare i loro insegnanti e con loro co-costruire progetti ponte scuola-famiglia-specialista che li porteranno a un percorso scolastico e personale positivo e nutriente (di scoperte e di amicizie).

Per questo ti invito a contattarmi, ne possiamo parlare e capire come muoverci.

Mi puoi telefonare dal lunedì al venerdì allo 055 472846 ( se non sono in studio risponde la segreteria che ascolto poi io appena arrivo).

Mi puoi scrivere vaniarigoni@labottegadellapedagogista.com lasciandomi i tuoi riferimenti e poi ti richiamo io!

..e se non sei di Firenze??? non esiste il problema perché per alcune cose esiste skype ( e la tecnologia) e per altre esiste la mia rete di eccezionali colleghi sparsi per tutta Italia.

Infine se vuoi farmi un regalo, perchè il pezzo ti è stato utile e ti è interessato condividilo con chi vuoi e ripagami così dell’impegno che ci ho messo nello scriverlo.

A presto!

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