Come far uscire tuo figlio di 9 anni dal lettone

Quando si parla di nanna con i genitori è sempre complicato perchè si tocca uno spazio intimo, privato e delicato che è la notte, sinonimo di paure e distacchi sia per i grandi che per i piccoli. Perchè la notte sia serena occorre aver imparato a lasciar andare i pensieri, le preoccupazioni, le ansie e recuperato la dimensione della serenità, della possibilità per il futuro e dell’abbandono fiduciosi dell’ambiente che è sicuro e protetto da qualsiasi mostro e attacco.

Questo periodo storico non ci offre certo le caratteristiche giuste per andare in questa direzione:

➭   il quadro socio-politico è preoccupante, non c’è stabilità nei valori, non c’è fiducia nel prossimo

➭  la situazione economica è per molti in bilico fra ambizioni e pericoli, per altri è depressa dentro binari immutabili

➭  le Famiglie (e per chi mi segue da poco, se cito la Famiglia alludo a qualsiasi famiglia) sono schiacciate dalle situazioni di cui sopra ho scritto oltre che da fatiche nelle relazioni sempre più sguscianti e liquide (citando il saggio Bauman) condizionate da tempi frettolosi, da continui stress da “paragoni” vivendo esposte spesso più nei social che nella realtà, costrette talvolta a isolamenti o a scelte estremiste per salvarsi (mi viene in mente il progetto Unlearning)..

Così ultimamente la domanda ripetuta di alcuni genitori appare ancora più preoccupante:
come cavolo si fa con mio figlio che ancora non si sente sicuro di dormire nel suo letto da solo a 8-9-10 anni?

Prima di tutto NON fare PIÙ finta di NULLA.

NON è SANO (nel senso che non dà giovamento alla salute e non è un indizio esterno di buona crescita evolutiva).

Secondo passaggio. 

Come è stata la vostra storia familiare con la NANNA?
perché se è accaduto qualcosa di importante (un lutto di un caro, i ladri in casa, il babbo o la mamma all’ospedale, un fratellino che proprio non si voleva, un trasloco traumatico, una separazione o un divorzio…)  è di lì che bisogna ripartire, non credi?

INSIEME tu e il tuo partner dovreste iniziare a raccontarvela.

Terzo passaggio.

Se è sempre stato complicato per voi fin da quando era piccolo…come MAI arrivate solo ora a chiedere aiuto?
In realtà per mia statistica professionale, la risposta è che in seguito ad aver ricevuto sollecitazioni dalle maestre di SCUOLA per qualche difficoltà legata agli apprendimenti e al comportamento siamo arrivati in STUDIO a riflettere sulle sue autonomie e consapevolezze e questa sua difficoltà è venuta prepotentemente alla luce (accompagnata da un’alimentazione selettiva).

Come diceva la Montessori (che oggi va tanto di moda), prima di lei i grandi studiosi di pedagogia fin dall’antica Grecia e come vi ripeto io in consulenza educativa i bambini fin da quando nascono vanno orientati all’autonomia, all’esplorazione, al distacco dai genitori grazie a spazi sicuri, sereni e ordinati, ricchi di stimoli, aperti all’immaginazione e protetti dalla forza interiore dei genitori (e adulti formatori).

Cara Mamma e caro Babbo per fa uscire tuo figlio dal lettone occorre che tu veda il perché ancora oggi c’è, quale paura hai tu a farlo uscire e perché fino ad oggi lo hai tenuto lì con te.

Grazie al Metodo Reflecting, all’InterARt e altre Tecniche del pedagogista clinico possiamo procedere nella focalizzazione dell’obiettivo.

Insieme ti aiuterò a COSTRUIRE:

1)un nuovo modo di relazionarti a lui, che gli dia sicurezza e autonomia, rispettando i RUOLI che sono stati un pò rivoluzionati da questo strano modo di dormire (babbi soli in camerina oppure soli nel lettone, mamme con dolori da pedate notturne di giovanotti pre adolescenti senza il contatto caldo e virile del partner);

2)dei nuovi riti pre-nanna rasserenanti che scardineranno i vecchi;

3) suggerimenti e strategie per “osservare” meglio i comportamenti di tuo figlio.

Quando lungo il percorso accade che ci sia bisogno di “scavare” più a fondo nella tua coppia, nei fili che avete intessuto allora il mio ruolo diventa quello di accompagnatrice verso un altro specialista (il terapeuta familiare) che fa parte della RETE della La bottega della pedagogista.

E il tuo BAMBINO? non mi sono scordata che è per lui che sei venuta…anzi.

Soltanto come in un’azienda va riorganizzata la parte manageriale e poi si progetta un percorso pedagogico clinico per rinforzare l’autonomia e la consapevolezza di sé di tuo figlio così che possa sostenere i cambiamenti, favorirne di nuovi e acquisire una nuova disponibilità verso un nuovo riassetto familiare.

Per questo ti invito a contattarmi, ne possiamo parlare e capire come muoverci.

Mi puoi telefonare dal lunedì al venerdì allo 055 472846 ( se non sono in studio risponde la segreteria che ascolto poi io appena arrivo).

Mi puoi scrivere vaniarigoni@labottegadellapedagogista.com lasciandomi i tuoi riferimenti e poi ti richiamo io!

..e se non sei di Firenze??? non esiste il problema perché per alcune cose esiste skype ( e la tecnologia) e per altre esiste la mia rete di eccezionali colleghi sparsi per tutta Italia.

Infine se vuoi farmi un regalo, perchè il pezzo ti è stato utile e ti è interessato condividilo con chi vuoi e ripagami così dell’impegno che ci ho messo nello scriverlo.

A presto!

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