Mio figlio non riesce a “regolare” la rabbia e la felicità.

Non riesce a regolare la rabbia e la felicità. Anche a scuola se ne sono accorti.

L’amica di una amica di una mamma che ho seguito anno scorso bussa alla porta dello Sportello di Ascolto pedagogico che ho organizzato da qualche mese dentro il Nido di Scandicci.

Una giovane mamma, dinamica, con profondi occhi spalancati su di me per memorizzare ogni mia parola e gesto inizia a raccontarsi… Lei e il papà del loro bimbo mi dice sono separati da alcuni anni.

«la decisione l’ho dovuta prendere io ma era tanto che si era capito che non si poteva andare avanti. Da quasi subito lui ha una compagna, io invece ci ho messo un pò, volevo essere sicura prima di esporre mio figlio ad altre delusioni.

La scuola mi ha segnalato nei colloqui che il bambino fa fatica a controllare le emozioni, facilmente arriva ad esplosioni di rabbia. Non che sia cattivo, ma sembra trattenersi e poi  BUUM esplode.

Oppure è eccessivamente felice. E poi cerca di controllare tutti i bambini, non vuole che ci siano liti o situazioni di disaccordo.

Parlando con una mamma che conosco, mi ha detto che c’era una specialista che si occupa sia di bambini che di separazioni in uno studio tanto carino che non mette disagio (perchè insomma a me non piace quando si portano i bambini in quegli spazi pubblici o medici tristi, preferirei qualcosa di più accogliente senza perdere in qualità). Lei si era trovata bene, anche se la dottoressa li ha seguiti per un pò e poi li ha accompagnati verso altri percorsi.

Perciò ho pensato che potevo intanto venirla a conoscere qua, che mi  più comodo e poi vediamo.

Insomma io vorrei capire cosa posso fare perchè ho paura che se sbaglio ora poi mio figlio starà male.»

Nel continuare il racconto mi dirà che tutto è abbastanza ordinato e pacato, purché lei si mantenga disponibile verso l’ex (anche quando non è propriamente daccordo) altrimenti la frase che ricorre è: l’hai voluta tu la separazione.

Il bambino è piccolo, sta per andare alla primaria, e ha vissuto dai 3 anni un clima di conflitti (anche se non esplosivi). La consensuale organizzata dagli avvocati è stata veloce, l’organizzazione dei turni di visita al figlio altrettanto.

Forse troppo veloce.

Un difetto delle separazioni senza mediatore familiare. Pur di portare a casa il risultato, se si vede una coppia che non alza il conflitto (dove forse uno dei due è remissivo e accondiscendente), si accelera e si scrive un accordo che poi alla lunga risulta inefficiente.

Perchè qua c’è UN’INEFFICIENZA di fondo evidente:

☞ i turni che bisogna SMETTERE di chiamare di visita, perchè i figli non sono né musei da visitare né parenti malati all’ospedale,

📝 devono essere considerati TURNI di RESPONSABILITà genitoriale verso i figli e quindi devono essere condivisi e concordati in funzione dei bisogni dei bambini e attivando le disponibilità degli adulti affinché i due EX restino “guida e sostegno” nella crescita del figlio e non si trasformino in generatori di ansia.

Sì. ANSIA.  Quella parola che tutti hanno oggi sulla bocca, che appartiene al mondo adulto, così facendo la stiamo trasportando e appiccicando al mondo dell’infanzia.

Se questo non avviene… che accade?

⚠️TUTTI i bambini dallo specialista (pedagogista, logopedista, psicomotricista, psicologo) a curarsi i mali dei genitori.

Sii adulto e pensaci. Non sono né severa né antipatica: una separazione mal gestita dai genitori è una separazione che provoca per forza effetti collaterali nei figli

Prova a tirare due rami di un alberello appena nato, lo sconquassi e probabilmente morirà. Se invece lo poti crescerà rigoglioso.

Così devi fare, o avresti dovuto fare?

Organizzare la separazione tenendo conto di quell’alberello in crescita e non solo di te che non vedevi l’ora di liberarti di quello o quella rompiscatole di marito o moglie.

E tenendo conto che per te è la prima separazione ma per me mediatrice no, posso dirti che sei ancora in tempo a ri-organizzarti.

Quindi alla mamma ho spiegato proprio questo, che il primo passo di successo che avrebbe dovuto provare a percorrere sarebbe stato quello di comunicare con l’ex coniuge, raccontando del colloquio a scuola e con me e invitandolo a prendere contatto con la maestra e con me per accedere anche lui individualmente allo spazio neutrale che aveva accolto lei in funzione di una mediazione che alleggerirà lo stato ansioso del figlioletto.

Quella difficoltà a far fluire le emozioni di un bambino di 6 anni, con quelle esplosioni di rabbia, e quell’atteggiamento di controllo e regolazione delle regolazioni nel gruppo dei coetanei lo ha imparato in famiglia.

….Tutti iper controllati e poi …. Ciao! ci si divide.

… Tutti d’accordo sui turni e poi Chi cavolo mi verrà a prendere oggi all’asilo? e stasera da chi dormo? BOH.

… I miei dicono che la separazione non mi toglie nulla, ma poi in verità a me sembra che ho i genitori part-time a energia ridotta.

Io non mi separo, MA TU SI e allora AIUTAMI a NON AVERE PAURA.

Questa situazione, fotocopia di altre che ho incontrato può procedere in due vie:

1)una mediazione familiare che riformuli gli accordi in funzione del bambino e della sua serenità trasformando i turni di visita in turni di responsabilità genitoriale

2) un percorso per la mamma di consulenza educativa genitoriale che la sostenga nell’organizzare una miglior gestione della situazione in modo da imparare una nuova comunicazione con l’ex coniuge e offrire maggior stabilità psicoaffettiva al figlio.

Credo di averti offerto molti spunti di riflessione, se sei un genitore separato o che sta vivendo un momento di coppia pieno di conflitti sommersi e ansie e preoccupazioni potresti anche tu avere un bambino che soffre come quello che ti ho descritto.

Puoi prendere un appuntamento in uno dei miei studi (di 60 min) o prenotandoti agli sportelli d’ascolto che organizzo durante l’anno (di 20 min) scrivendo o telefonando:

vaniarigoni@labottegadellapedagogista.com oppure 055 472846.

Se pensi che questo post ti sia stato utile, piaciuto o possa essere utile a un tuo amico o amica mi faresti un favore a condividerlo con loro.

A presto,

dottoressa Vania Rigoni

(mediatrice AIMeF e pedagogista, ped.clinico ANPEC)

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