Fare i compiti a casa, una meraviglia mascherata da stress

Fare i compiti a casa, una meraviglia mascherata da stress

In passato ho già scritto di cosa si occupa la Pedagogista (ecco il link se ti fossi perso l’articolo), una delle richieste maggiori degli ultimi anni è intervenire strutturando percorsi finalizzati a superare le difficoltà negli apprendimenti dei bambini e ragazzi.

In particolare c’è una sempre maggior richiesta di aiuto e di sostegno per quanto riguarda l’apprendimento fatto a casa, i COMPITI.
Le ripetizioni sono diventate un business che porta tanto nelle tasche di chi le fa, ma decisamente poco nelle tue di genitore e ancor meno in quelle dei tuoi bambini/ragazzi.

A tuo figlio quando chiami la ragazza delle ripetizioni è come se gli stessi URLANDO in faccia che è una FRANA, che lui NON ce la POTRA’ mai fare da solo.
Che neanche tu, la sua mamma o babbo siete in grado di AIUTARLO perché lui è veramente una scommessa persa in partenza.

Ma dietro ai COMPITI e alle sue difficoltà cosa ci sta? Ora te lo dico per spiegarti alcune idee semplici che puoi applicare da solo a casa.

Per fare i compiti occorre sapere APPRENDERE.

Mi sono laureata proprio in questo come “esperta nei processi di apprendimento”, poi ho studiato pedagogia clinica per approfondire tutti gli aspetti legati al corpo e all’espressione di sé che favoriscono l’apprendere, oggi sto studiando scienze psicologiche per approfondirne anche la parte neurobiologica.

Quindi se io che lo faccio di lavoro continuo a studiare per essere il miglior specialista possibile
per favorire il cambiamento dei processi di CATTIVO-Apprendimento…
….FIGURATI se non ti capisco
quando mi dici che aiutare tuo figlio a casa è UNA TRAGEDIA.

Apprendimento è una parola gi-gan-te-sca. E di sicuro se dovessi descriverla nei dettagli e nelle sue infinite applicazioni arriverei a un libro decisamente pesante.
Fra le sue lettere apprendimento si nascondono innumerevoli possibilità di crescita e di sviluppo, soddisfazioni, esplorazioni, cadute e tanta tanta tantissima curiosità.

Apprendere significa proprio stare di fronte a qualcosa che arriva e catturarlo. Cioè ricevere un’informazione e farla entrare così a fondo che per usare una metafora, è come se te la infili proprio sotto tutti i vestiti così da non perderla. In pratica la stai sistemando nella scatolina del cervello che è la memoria. E se il procedimento che hai seguito è quello corretto, non ti scapperà più via.  L’importante è “legarla bene” alla tua banca dati, e non come se tu l’avessi messa su un foglio della scrivania che aperta la finestra vola via….NO, quello è il luogo delle cose che puoi scordare (ritirare i panni in lavanderia, comprare la pomarola, dare il via alla lavatrice..)

Apprendere qualcosa significa sistemarla proprio in quella parte di te che conserva i dati che non ti lasceranno mai più e che contribuiranno insieme a tutte le altri ricordi significativi a farti crescere come Persona (mamma, babbo, lavoratore, studente, nonno, zio).

E tutto questo che ti ho descritto accade anche a tuo figlio.

Apprendimento è un’azione che non si ferma mai, dai nostri ZERO a -ANTA anni ma va fatto nel modo appropriato sennò si perde tempo.

I COMPITI a casa sono diventati uno STRESS trasversalmente in tutta Italia, non c’è nessuno che si salva neanche i genitori delle varie scuole “extra” Wolford, Montessori, Pestalozzi.. Quindi il problema non è automaticamente nella scuola, che comunque a volte affatica e non poco il carico già appesantito dell’essere genitore nel 2017 ma il problema è in qualcosa che si deve riallineare fra “COMPITI-FIGLIO-GENITORE” ( o caregiver).

E tutto parte dal RUOLO del genitore e dalla RELAZIONE che esso ha costruito col figlio, dalle aspettative che gli trasmette e dalle modalità con cui la coppia si appresta ogni pomeriggio a santificare l’evento rituale dei compiti a casa.

Come trovate sempre nei miei post, TU sei la CHIAVE, la GUIDA e tuo figlio seguirà te ovunque tu vada…anche quando vai alla deriva o a caso.

Gli devi passare SICUREZZA e FIDUCIA, lasciarlo libero di dirti che non capisce anche se è la 100esima volta che glielo hai spiegato ( e magari chiediti se lo stai facendo nel modo corretto), comprendere se è stanco sul serio oppure se ha bisogno di mezz’ora di distrazione prima di cominciare a studiare.

I compiti a casa ci sono, e talvolta sono tanti proprio perché il tuo bambino (della primaria) non avendo capito come fare per stare concentrato e per imparare meglio… invece di finirli in classe se li trova per il pomeriggio.

Pertanto occorre capire che tipo di STILE di APPRENDIMENTO ha il tuo bambino/ragazzo e se è quello giusto, perché al 90% adotta quello sbagliato.

Le insegnanti sommerse dalle mille scartoffie burocratiche imposte dall’evoluzione della scuola, vedo che stanno faticando a continuare a svolgere il loro lavoro pedagogico, quindi con loro dispiacere spesso non riescono ad essere efficaci e scambiano (involontariamente) un atteggiamento di fatica ad apprendere con “la poca voglia di studiare”… non diamo a loro tutte le colpe, perché quando hanno l’opportunità di parlare con la pedagogista sono sempre molto interessate a riflettere sul loro operato.

Quindi tu ti ritrovi con tuo figlio ogni pomeriggio a litigare per i compiti a casa e presa dallo sfinimento fai in sequenza:

  1. Sbuffi contro le maestre/prof.
  2. urli!!!
  3. lo minacci di punirlo.
  4. lo punisci privandolo di qualcosa.
  5. lo mandi a scuola con i compiti fatti da te o dalla “tizia” delle ripetizioni.

Che gli hai insegnato?

  1. Che le maestre/prof sono figure non degne di rispetto.
  2. Con i compiti ti controlla.
  3. Che lo minacci, poi gli leverai qualcosa (PSP o cellulare) per qualche giorno.
  4. Che alla fine i compiti li avrà fatti.
  5. Che tanto è scemo e ha bisogno di una TATA perché da solo non potrà mai farcela.

MA Apprendere, ricordi, significa ricevere un’informazione e farla entrare così a fondo da non perderla mai più….

Apprendere necessità di CURA e TECNICA, che la pedagogista che scrive questo post ha affinato, per ATTIVARE tutte quelle ABILITA’ e capacità che te e tuo figlio non siete riusciti fino ad oggi a far emergere.

E questa attenzione specializzata di tipo pedagogico è fondamentali sia per le famiglie che hanno un bambino con una diagnosi di disturbo dell’apprendimento (che però probabilmente dalla pedagogista sono già arrivate), sia per quelle che hanno il continuo stress dei compiti.

IMPARATO il metodo, tu genitore, ed eventualmente un percorso piccolo per tuo figlio per aiutarlo a sostenersi da solo…sai quanto leggero sarà poi lo studiare!!!!!!

Per questo ho pensato che per il compleanno del mio Studio al Ponte Rosso di offrire ai primi 20 genitori (zii, nonni) che si iscrivevano un incontro su questo argomento “COMPITI A CASA – che meraviglia!”. 

Prenotati con una mail a vaniarigoni@labottegadellapedagogista.com con nome, cognome, telefono e età di tuoi figlio e se pensi sia utile a qualcuno DIFFONDI l’invito!

Poi alle 16.30  ci saranno anche qualche pasticcino e una bevuta!

Tuttavia questo tipo di Consulenza Educativa per Apprendimenti è uno dei Percorsi che come specialista ho inserito nei servizi dello Studio sia in presenza che  ON-LINE (bottegaskype) su prenotazione chiamando allo 055 472846.

A presto!

La dottoressa Vania Rigoni

Un pensiero riguardo “Fare i compiti a casa, una meraviglia mascherata da stress

  1. Buongiorno Vania, scusa se ti scrivo solo ora.
    Volevo ringraziare per avermi dato la possibilità di partecipare all’incontro: compiti a casa.
    Mi sono sentita subito a mio agio con te e con le altre persone.
    Non ti sei posta su un piano diverso dal nostro.
    Ci hai, con il sorriso calma e serenità, accompagnato in un percorso anche di riconoscimento e di analisi del nostro comportamento ” involontario” verso i nostri bambini.
    Mi è molto piaciuto quando ci ha chiesto di descrivere/ indicare e/o disegnare sul quaderno dove, secondo noi , il nostro bimbo, metteva come importanza nella Sua giornata i …compiti !
    A seguire mi hai fatto capire la SUA ansia da prestazione durante orario scolastico e dopo, quando arrivata a casa gli chiediamo noi genitori e nonni ( ci mancano solo gli zii) con apprensione “..come è andata a scuola ? Sei stato buono? Hai fatto arrabbiare i maestri? Hai ascoltato ? “.
    Poi al colloquio con i maestri ho messo in pratica il tuo consiglio di pormi come loro alleata, ascoltando i maestri e chiedendo loro consigli, pareri e cercando di smorzare e comporre per il bene proprio di chi abbiamo a cuore: il nostro bambino! Spero di partecipare nuovamente ad altri percorsi. GRAZIE VANIA!!!

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