Adolescente. Come parlare di sessualità e violenza.

Fatti di cronaca che sconcertano. Titoli da marketing urlato. Adolescenti esposti a notizie violente senza filtri.

⌇Bambino colpito dal pedofilo alla fermata del tram in tranquillo micro paesino di periferia.⌇

I giornali non si vendono quasi più, secondo me anche per questo, a chi piace leggere non interessa trovare nel quotidiano tali contenuti trattati in modo ipocrita e con frasi che più o meno esplicitamente inneggiano alla violenza. A chi piace pensare e riflettere, come me, si trova a doverlo fare in autonomia secondo un processo che si riassume in leggere la notizia, epurandola di tutte le cretinate e meditando sul senso sobrio (reale) del fatto in sé:

              un bambino minacciato nella sua purezza.

Perché nel BLOG della dottoressa Vania Rigoni oggi leggi un pezzo così? Perché oggi?

Più di uno degli adolescenti con cui ho attivo un progetto pedagogico clinico mi ha fatto questa domanda:
“Vania, mi puoi spiegare almeno tu, cosa significa veramente pedofilo?”

E non ho potuto non rifletterci sopra.

Analizziamo questa richiesta letteralmente.

ALMENO TU

MI PUOI SPIEGARE

IL SIGNIFICATO di PEDOFILIA

Parto indietro. Oggi essere ADOLESCENTE è una fase dai confini indefiniti, ne parlavo con un collega psicologo qualche giorno fa, inizia intorno ai 12 anni e finisce ai 30 anche.

Ragazzi ben descritti da Michele Serra nel libro Gli sdraiati, le cui fatiche sono state analizzate e narrate con cura da Stefano Laffi in La congiura contro i giovani [testi che ti consiglio di acquistare caro genitore che mi leggi, sia in prevenzione che se ti trovi proprio in questa fase] che spesso si affacciano all’adultità troppo prima di quanto noi ti saresti aspettato.

Dal punto di vista neurobiologico, in questi anni si procede coll’implementare la specializzazione delle varie aree del cervello e crescono anche le loro interconnessioni. Finalmente i ragazzi abbandonano il pensiero legato al singolo dato, tipico dei bambini, e si introducono al pensiero globale.

Gli adolescenti cominciano a cercare consapevolmente e creativamente il significato più profondo della vita, dell’amicizia, della famiglia e della scuola. Iniziano a riflettere su loro stessi e le caratteristiche della propria personalità. Sono finalmente in grado di sperimentare il “sapere di sapere” [cit. D. J. Siegel].

Di qui tutta la loro passione agli aforismi di vita, alle canzoni di rapper e youtuber che parlano di emozioni, piccole o giganti ribellioni, di cosa significa crescere e diventare grandi lasciando gli adulti nello sfondo opaco e noioso.

Se da bambini quindi si bevevano tutto e assorbivano come spugna ogni conoscenza passata dall’adulto autorevole (famiglia, scuola) ora hanno bisogno di confutare ogni informazione e scoprire che ci sono innumerevoli altri modi oltre i precedenti per imparare.

PARLO A TE.

Genitore, insegnante, sii consapevole del RUOLO FONDAMENTALE che hai:

✔️ESEMPIO

✔️GUIDA

✔️EROE

✔️PORTATORE di innovazione.

Tu puoi spingerli ad esplorare zone sconosciute, sfruttando la curiosità e le loro passioni.

Ritorno al motivo di questo post: una notizia legata a un fatto di pedofilia letta da un adolescente.
Molti di loro vivono uno scollamento fra un corpo “grande” e una mente “in crescita” e quando leggono attraverso i social e il web titoli “diseducativi e violenti” come questo:

     Bambino colpito dal pedofilo alla fermata del tram in tranquillo micro paesino di periferia

hanno bisogno che qualcuno glielo spieghi senza alimentare la paura, le ansie e il terrore sociale che invece chi lo ha scritto e chi lo ha pubblicato sta facendo.

Hanno bisogno che tu INDOSSI i 4 vestiti da Super Eroe di cui sopra (ESEMPIO, GUIDA, EROE, portatore di innovazione) consapevolmente e  che TU LI AIUTI.

Qualcuno di questi ragazzi ha il coraggio (direi più appropriatamente la FIDUCIA in te) di chiedere, ma troppo spesso è a te che la paura di rispondergli sopravanza e se va bene balbetti qualcosa di più evoluto “delle api col fiore”.

Un adolescente sa tutto quello che c’è da sapere sul sesso nella pratica (l’età media del primo rapporto è intorno ai 17anni) anche se lo vivono come un’azione priva di implicazioni sentimentali, serve a conoscere se stessi, acquisire autostima, superare le proprie paure di accettazione sociale.

Sesso scisso dalla dimensione affettiva: è questa una delle caratteristiche più evidenti del nuovo modo di vivere le relazioni degli adolescenti. Con qualche rischio. «Alla maturità sessuale raggiunta dal corpo non sempre corrispondono uguali maturazioni emotive, cognitive, relazionali. Gli adolescenti seguono la nuova dimensione adulta della sessualità ma non riescono ad accompagnarla in modo responsabile, finendo per trovarsi in situazioni a rischio. Fanno l’amore perché “va fatto”, perché la sessualità ti fa sentire adulto, ti fa sentire bene. Manca la fatica di dare un significato ulteriore a questa sessualità, che comprenda aspetti legati alle emozioni e ai desideri dell’altro, non solo di se stessi. [cit. M.Ghezzi e D.Conti per corriere.it)

Figurati se può capire cosa significa pedofilia?

Un adolescente sa che esistono persone la cui malattia si sviluppa nella mente, ma un’azione pedofila è ben oltre.

E qui servi TU. Genitore. Insegnante. Adulto di riferimento.

Tu devi esserti guadagnato la fiducia negli anni precedenti per cui tuo figlio o figlia ti contattino per primo come FONTE privilegiata cui attingere per sapere la verità su quanto hanno letto, visto.

Il problema è questo. Se tu NON gli rispondi lo farà l’amico più grande, il web, un rapper e quanto gli arriverà sarà forse eccessivo per tuo figlio e tua figlia. Andando ad alimentare le possibili situazioni che facilitano la nascita di cyberbullismi, uso non filtrato dei device e degli spazi digitali ..

Spiegare che esistono persone che nella loro infanzia hanno subito delle sofferenze così forti per cui gli si sono alterati gli equilibri fra sessualità (amore) e violenza (dolore) in modo così forte da non essere in grado di fermarsi di fronte a un gesto così innaturale come l’abusare di un bambino è OGGI auspicabile.
Meglio che lo sappia da te.
Che tu possa raccoglierne lo sgomento, l’imbarazzo e la rabbia.

Consapevole però, e la penserai come me, che sul web (in TV e nei giornali) le notizie non sono raccontate in modo utile, evolutivo bensì uno strillo di parole violente come vendessero pesce fresco al mercato.

Forse ti senti impreparato a sostenere l’adolescenza di tuo figlio, le sue domande e i nuovi bisogni che sta sviluppando ma non sei solo, credimi, tanti genitori negli anni si sono rivolti a me e ai colleghi.

Grazie alla Pedagogia clinica col metodo Reflecting®️(di riflessione maieutica)
e le strategie sul sostegno alla genitorialità specifiche della Scienza dell’Educazione
puoi rivolgerti a me, la dott.ssa Vania Rigoni,
e chiedere una consulenza educativa
sia scrivendo vaniarigoni@labottegadellapedagogista.com
sia lasciando un messaggio al 055 472846.

Prima di salutarti, per farti capire quanto è importante per me, pedagogista e mediatrice, per arrestare quest’ondata di inquietudine che poi accolgo fra un lavoro sul metodo di studio, uno sull’espressività e l’altro negli anni passati ho sviluppato un progetto per le scuole “Bambini nella reteproprio per offrire strumenti agli insegnanti per essere i 4 superEROI dei loro alunni.
Quest’anno ho deciso di riproporlo sviluppandolo con la collaborazione delle colleghe di Ass. Metas per declinarlo maggiormente in un Laboratorio per Insegnanti “A scuola di web, e sono lieta di dirti che è iniziato da pochi giorni in un’Istituto Comprensivo della Provincia di Firenze (grazie alla vittoria di un bando regionale) ma se stai connessa al Blog o alla pagina ne scriverò un pezzo a parte a breve.

Grazie della tua attenzione e se ti va, condividi il pezzo attraverso i social e i tuoi amici.

Al prossimo

Vania Rigoni (pedagogista, pedagogista clinico, mediatrice familiare)

 

Un pensiero riguardo “Adolescente. Come parlare di sessualità e violenza.

  1. […] L’idea nasce dall’offrire ai ragazzi (e bambini) un’esperienza di presenza in rete che non è legata a performance, punteggi e dipendenze come invece lo richiede la nostra società PLUG&PLAY                    (nel blog troverai alcune mie riflessioni su questo tema, l’ultima per emergenza sociale http://labottegadellapedagogista.com/2017/03/12/3739/) […]

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