Solitudini genitoriali possono trasformarsi in potenzialità? Sì. Leggi come.

La SOLITUDINE è una brutta bestia, diceva mia nonna.
Un genitore che si sente SOLO è attaccabile, e anche facilmente da tutte le complessità che ha il suo ruolo.

Oggi la società sponsorizza la solitudine delle famiglie, se specialmente sono fatte di persone che lavorano (e tanto) e lo fa attraverso la promozione di canali continui e poliedrici.

Lo fa perché SE ti senti solo, SEI vulnerabile, fragile e facilmente manipolabile dai messaggi faziosi che ti oscurano la mente dai veri problemi.

Un pò come quando d’agosto fa caldo e ti dicono al tg: attenzione al caldo!
mentre intorno stanno decidendo per te cosa fare in Siria o in Corea del Nord.

Oppure quando leggi sul giornale “la mamma e il babbo non sapevano che era incinta, butta il figlio dalla finestra”.
Ti spaventano, ti fanno arrabbiare con quei due disperati invece che farti indagare sul tipo di tessuto sociale che era intorno a quella coppia, o peggio ancora ti devia dal chiederti che tipo di offerta socio educativa mette in campo lo stato per le coppie…

Seguimi, ora ti spiego passo passo perché ho chiamato l’articolo Solitudini genitoriali trasformati in potenzialità con i progetti della dott.ssa Vania Rigoni.

Devo partire da un processo storico e sociale che ha fatto nascere il disagio che vivi adesso.

Quando ero liceale c’era tanta rabbia per il mondo capitalista, molti miei colleghi universitari si opponevano sopratutto per un ideale politico. Un’aspetto che condivido fin da allora in quell’opporsi così forte e deciso era la tristezza che intuivo nel dissolvere le relazioni in banali anaffettivi passaggi di oggetti.

L’impegno professionale, l’autonomia imprenditoriale, il desiderio di crescere economicamente sono sfumature positive di un modo in cui si può interpretare l’essere lavoratore se si ha ben chiaro di non farle primeggiare su gli affetti da un lato e sui momenti di piacere dall’altro.

La società attraverso le Tv, le comunicazioni politiche, la non tutela del consumatore ci insegna a generalizzare là dove di generico non c’è nulla: nelle scienze umane non si può standardizzare, si fatica anche a farlo quando servono dati per le ricerche sperimentali…e noi invece siamo continuamente sottoposti ad etichettanti report che ci inquinano la vita.

Le fake più grandi e distruttive che trovate ovunque nell’ultimo secolo è:

  1. se siamo poveri siamo pedine,
  2. se siamo benestanti siamo merde,
  3. se siamo liberi professionisti siamo ladri,
  4. se siamo dipendenti siamo menefreghisti.

E tu?
Famiglia, genitore e persona oggi o sei parte di un clan  o sei SOLO.

A te che sei SOLO. A te parlo.
A te che vivi la tua individualità pur sentendoti parte della società.

A te che corri dalla mattina alla sera e che fai di tutto perché quello che stai costruendo abbia un senso, un significato, che possa essere importante e utile per te, ma sopratutto per tutti quelli che ami.

Ti vedo ogni mattina che esci presto, iperorganizzato per compiere tutti i tuoi doveri, che non hai neanche il fiato per iscriverti a qualche associazione (che conosci e apprezzi) perché poi non avresti il tempo di farne parte attivamente e “esclusivamente” come molte di loro chiedono.

Certo che ci pensi al sociale, hai un figlio o due, probabilmente hai anche lottato un sacco per averli (una fivet, un’adozione, un’eterologa…anni di inseguimenti) e vorresti che il mondo fosse armonico e che per loro ci fosse solo serenità. Per questo ti ammazzi ogni giorno anche fuori orario, perché credi che con i soldi in tasca potrai aiutarli se avranno una caduta, un bisogno.
Non ti scordi mai il 5xmille al Mayer, all’ANT, UNICEF, alla Chiesa (o altre).
Fai la raccolta differenziata da sempre.
Recuperi gli abiti per portarli alla Caritas, forse non li giri fra i tuoi amici, ma di certo non li butti fra la sporcizia  “Se non lo usi, non è tuo” .

Tu sei uno di quei genitori che vedo in Bottega, quelli che al Servizio sociale non vanno perché nessuno li ascolterebbe:

  • La diagnosi alla fine me la sono fatta fare a pagamento, mi mettevano sempre in fondo alla lista.
  • Continuo a chiamare, ma non sono un’emergenza perché mi posso pagare qualcuno che venga a casa.
  • Al doposcuola non hanno posto perché lì prendono “i casi sociali”.

Oppure perché il Servizio pubblico non è semplicemente strutturato per la normalità:

  • Abbiamo adottato, è andato tutto bene, ma quando abbiamo avuto bisogno non c’erano più spazi per noi. Forse se avessimo avuto problemi fin dall’inizio…
  • Ho due bambini di 3 e 2 anni, sono giovanissima, e mi hanno diagnosticato che il primo ha un ritardo del linguaggio che dovrà fare terapia per colpa mia.. ma nessuno mi ha detto come evitare che accada anche al fratellino di un anno più piccolo.
  • Nostro figlio non dorme da settimane siamo arrivati alla frutta, io non ce la faccio più. Mio marito dice che forse sono depressa e stressata. Nessuno mi ascolta. Mi dicono di lavorare meno ma chi lo paga poi il mutuo?

Ti conosco bene. 

Perché quando arrivi in studio hai la stanchezza, hai la diffidenza che ti trattengono ma hai anche la determinazione che ti fa scegliere di “risolvere il problema” prima di impantanarti nelle sabbie mobili.

Hai raccolto mille notizie. Confrontato i pareri degli amici, del pediatra o del medico di base, altre volte hai navigato sul web e poi telefoni.

Un primo appuntamento, una consulenza, ti informi dei costi e sorridi con piacere quando ti parlo di fattura (e rifuggo il “nero”). Mi chiedi se ho il POS.

E alla fine entri nel Progetto per TE, o per TUO FIGLIO, o per la COPPIA.

Entrare in Bottega, che altro non è che il soprannome dello Studio Rigoni preso dal Blog che scrivo da anni, è frequentare prendendo parte attiva a uno SPAZIO per PERSONE e per FAMIGLIE caratterizzato dalla Professionalità e dall’Accoglienza, da un approccio gentile e curato, mai invadente.

TI VEDO.

Tranquillo la riconosco la SOLITUDINE in cui sei immerso, la vedo e percepisco il potere malvagio di quando si portano dei carichi faticosi (problemi con la scuola, col comportamento di un figlio, una separazione, conflitti, disabilità, adozioni…) e la schiena si curva e tu senti che stai per bloccarti.
Quell’attimo in cui senti chiaramente che a breve sarai inutile.

In quel momento grazie al Progetto Bottega di Vania Rigoni sono in grado di offrirti anche un aiuto extra, il gruppo. Le persone che vengono da me, piano piano affinano l’accoglienza, la relazione e si trovano insieme: in sala d’aspetto, poi a riprendere i figli che hanno lavorato insieme, alla serata genitori..

29 maggio ore 20:00 – La Solitudine SVANISCE.

E poi accade che il sogno di Vania Rigoni, iniziato in via del Parione alla Facoltà di Scienze dell’Educazione nel 1996, diventi una serata speciale di Pedagogia e di Accoglienza come la Pizzata dello Spazio COMPITI.

…Telegramma di fine Maggio 2017

Temperature elevate a Firenze.
Anno scolastico quasi concluso.
Ragazzi finalmente motivati.

Ci vediamo stasera. Vania.

La serata del 29 maggio è la conclusione di un percorso iniziato ufficialmente a fine 2016, che però progettavo da almeno 20 anni.
L’innovazione non è stata nel lavorare con un gruppo di ragazzi con difficoltà scolastiche. Questo adesso lo fanno tutti. Sembra il business del XXI sec.

#InnovazioneRigoni – genitori

Don Milani-Rigoni
Don Milani e i suoi Ragazzi

L’innovazione Rigoni sta nel costruire un gruppo dove attraverso la cooperative learning (teorizzata da Don Milani negli anni ’60 a Barbiana), le tecniche
pedagogico cliniche per favorire la concentrazione e attenzione e l’approccio educativo ecologico sociale potessi facilitare nei ragazzi un sostengo fra pari, una voglia di migliorarsi, la percezione di una diversità che diventa forza e così farli crescere da un lato come mutare la loro percezione della scuola e del fare i compiti.

L’altro aspetto innovativo è la condivisione fra genitori. Quattro famiglie che non si conoscevano, quattro figli diversi (anche per età) che mai si sarebbero incontrati hanno percorso una strada di crescita e di educazione.

Avrei potuto fare due pizzette con i ragazzi l’ultimo giorno. Avrei potuto far nulla (come qualche collega penserà).

#InnovazioneRigoni -genitori & figli

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L’innovazione Rigoni è stata prendere dalle mie passate esperienze lavorative nella cooperativa CDD (Centro Diurno Disabilità), CAG (Centri di aggregazione giovanile), Sipario TV coop.tipo B e nell’associazionismo onlus (Sipario a.p.s,) un modello di interazione fra genitori che li fortificasse e li rendesse ancora più efficaci nel loro ruolo genitoriale e portarlo nel privato.

Ho invitato genitori (anche separati) e figli a una Pizza. Tutti insieme perché i successi dei figli sono stati raggiunti dall’unione delle nostre volontà e competenze. Così è possibile arrivare ai traguardi, nella collaborazione e cooperazione sincera e trasparente, mettendosi in gioco i genitori per primi. Questo volevo che percepissero anche i ragazzi, adolescenti, che non c’è nell’intervento pedagogico un tecnico che viene pagato dai genitori per risolvere un guasto ma un esperta che viene pagata per individuare strategie affinché una situazione si trasformi o affinché una crisi diventi un semplice ostacolo da superare mettendo TE in condizione di essere autonomo, consapevole e responsabile.

#InnovazioneRigoni -la location

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piazza delle Carceri

La Pizzeria Le Carceri è stata scelta dentro lo spazio situato all’interno del complesso delle Murate, l’ex carcere di Firenze, riconsegnato alla città dopo un restauro le cui linee guida sono state tracciate da Renzo Piano. Un contesto di molteplici iniziative culturali, che con il Caffè Letterario si propone come un punto di riferimento di respiro internazionale. Un luogo di confronto tra opinioni, di incontro tra diverse culture dove nuovi modelli di convivenza si ricreano all’insegna della libertà e dell’originalità delle proposte: letterarie, artistiche, gastronomiche.

Dopo di NOI.

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Lo Spazio Compiti in Bottega diventa Estivo ma in una formula diversa per rispondere ai bambini della Primaria che hanno tanti compiti delle vacanze conditi di qualche piccola o grande difficoltà dal 26 giugno al 7 luglio (se ci saranno richieste extra anche a Luglio) o per i ragazzi più grandi alle prese con qualche bisogno educativo specialissimo.
Il gruppo sempre molto piccolo (max 10 bambini/ragazzi guidati da me e una mia valida assistente) per lavorare divertendosi sul recupero, consolidamento e potenziamento degli apprendimenti e sullo stare in relazione.

Lo Spazio Compiti ha cambiato la qualità di vita a quei ragazzi ma ancor di più a quei genitori
e ora insieme stiamo progettando una nuova opportunità di crescita : il volontariato.

Questa è la mia risposta alla solitudine che la nostra società propone. Non necessariamente un clan, semplicemente delle persone che condividono con rispetto un percorso educativo di crescita condotto da una specialista dell’educazione, consapevole della propria disciplina e dei suoi confini.

Se vuoi saperne di più contattami 055 472846

vaniarigoni@labottegadellapedagogista.com

E ora se vuoi condividilo!

Vania

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