Genitori ADOTTIVI e la SCUOLA, organizzati per tempo.

La paura di raccontare fiabe a un bambino adottato riapre sempre tante ferite, o apre alle paure di riaprire al dolore porte chiuse.. La difficoltà di mediare fra la tua paura di genitore con le proprie fatiche e la sua.

A scuola è la stessa cosa, o almeno così molto spesso accade, le maestre e le professoresse avvertono il disagio del bambino, di loro stesse e contemporaneamente la curiosità degli altri verso quei compagni dai nomi insoliti e dai colori differenti, talvolta faticano ad esprimersi perché la lingua non l’hanno ancora imparata e tutto questo genera domande imbarazzanti.

Sull’imbarazzo e il disagio che viene riversato su questi figli come essi lo indossino e lo superino c’è un bel libretto I ventidue canti di Doyel di Shanti Ghelardoni che ti consiglio di leggere e di suggerire alle insegnanti di tuo figlio, magari glielo presti tu…per aprire il dialogo con loro prima ancora di formalizzare la situazione con la scrittura di un PDP (piano didattico personalizzato come Bisogno Educativo Speciale).

Perché tuo figlio, prima ancora di un numero, il “terzo caso” in quella sezione o il “decimo che viene dall’India” con cui ho lavorato, è una personcina con tanti sentimenti, idee, proposte, preoccupazioni, paure, abitudini, suoni, percezioni e pensieri che è stata accolta da te e dalla tua famiglia a farne parte al 100% .

 (tu e lui) Vi state mescolando, intrecciando le vostre culture e abitudini, e ora che vi state aprendo al mondo con l’ingresso nella scuola pubblica (o privata) avete bisogno di calma.

Prenditi tempo.

Esiste la possibilità di “deroga” e restare se serve un pizzico in più alla Scuola dell’Infanzia, esistono le Linee Guida cui ti puoi appellare dal 2015 per ottenere uno sguardo maggiormente attento nei confronti di tuo figlio.

Lo so, ti senti diverso, anche se ti stai convincendo che sei un Genitore come tutti gli altri, tuttavia quella frattura dentro te, quella che ti ha condotto alla scelta di adottare un figlio di rende insicuro e quando entri a far parte del grande “pubblico” della scuola ti spaventa.

La scuola per i bambini è il luogo sociale per eccellenza ma è anche il luogo del giudizio. E’ la prima vera e propria esposizione dei nostri figli, in verità anche di noi genitori, ad un giudizio esterno.

Hai paura di essere giudicato. Giudicato come genitore. Come genitore adottivo.

Come genitori adottivi la capacità genitoriale non è mai data per scontata e tu, a volte, sei il primo a dubitarne. Spesso ti consegni inerte al giudizio delle insegnanti o, al contrario, ti arrocchi su posizioni di chiusura e rifiuto di ciò che arriva dalla scuola.

In ogni caso vedo spesso molti di voi chiudere ogni possibile canale di comunicazione e così ogni possibilità di modificare le situazioni, per paura e per protezione.

Altrettanto di frequente però apprezzo la tua capacità di ri-aprire quel canale e quella via di trasformazione quando riconosci di fronte a te la professionista corretta e onesta, specializzata e aggiornata con cui progettare il percorso educativo e didattico per tuo figlio.

Per affrontare bene la scuola, per aiutare i tuoi figli a sentirsi bene a scuola, dobbiamo fare in modo che sia possibile parlare, ascoltare e capire.
E’ un lavoro lungo e richiede pazienza ed è basato sulla costruzione della fiducia. Prima di tutto sulla fiducia in te stesso, in quanto genitore di quel bambino e di quella bambina, tu li conosci meglio di chiunque altro: sai le sue difficoltà, le sue paure e fragilità ma anche le sue molteplici risorse, le grandi potenzialità.

Fiducia nei tuoi figli: le loro storie li hanno feriti ma li hanno anche resi forti.

Questo lo so, ne parliamo negli incontri, ti ripeto fino ad annoiarti che i tuoi figli sono più forti di quanto immagini.

Gli Insegnanti. La scuola.

Ma non possiamo dimenticare che gli insegnanti possono non essere sufficientemente pronti e aggiornati sull’adozione, alcuni ancora oggi non hanno neanche letto le Linee Guida (qualcuno le ha messe in libreria dando per scontato di non averne bisogno vista la lunga esperienza).

Hanno bisogno del nostro aiuto (del genitore e della pedagogista), per questo ti invito a prendere sempre contatto per tempo con la dirigenza, parlarci e raccontarsi, cercando di costruire un’alleanza e sottolineando alcuni aspetti che potrebbero essere fondamentali specialmente il primo anno:

ad esempio, un bambino istituzionalizzato può avere comportamenti non immediatamente adeguati rispetto alle regole, che le figure adulte possono avere un valore ambivalente, e che quindi da un lato ne cercherà con ansia eccessiva l’approvazione salvo poi avere atteggiamenti fortemente oppositivi nel momento del rimprovero o del contenimento. Il problema dell’appropriazione di oggetti non propri deve essere ipotizzato spiegando che chi è vissuto in un istituto non conosce chiaramente il senso della proprietà e che comunque prendere ciò che è di altri serve a riempire il vuoto relazionale che si è subito.

oppure se è un’adozione italiana, sottolineare il bisogno di discrezione del figlio rispetto alla comunicazione del suo essere adottivo

come anche la sua apparente inspiegabile irritabilità verso le ingiustizie sociali, in realtà riflesso di quella immensa che sente di aver vissuto lui…

Dal sito di Genitori di diventa, alcuni punti importanti da tenere presente quando si parla di Scuola e Figli adottivi per non “inciampare su banalità che ti possono portare fuori focus”:

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Di seguito ti allego le normative che devi stamparti e portare con te in qualsiasi primo colloquio con la scuola:

Linee di indirizzo per il diritto allo studio degli alunni adottati >>

Nota Miur 21 Febbraio 2014 in merito alla deroga all’obbligo per gli alunni adottati >>

Nota Miur 24 Luglio 2015 in merito alla deroga all’obbligo per gli alunni adottati >>

Il 12 Settembre uscirà il prossimo articolo a tema “Scuola e Adozione”, iscriviti al Blog per non perderlo.

Se poi vuoi essere seguito per coordinare il percorso educativo e didattico di tuo figlio a scuola al meglio, senza tralasciare alcun aspetto contattami senza problemi (in alto trovi tutti i riferimenti ).

Se pensi che questo articolo sia utile per qualche tuo amico o collega, condividilo con lui.

A presto,

Vania Rigoni

 

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