4 passi per EDUCARE alla SANA alimentazione (+4 strategie di veloce applicazione)

Mangiare è un comportamento.

Con questa frase ho chiuso il post della settimana scorsa >> LINK

Oggi entro dentro un aspetto maggiormente legato alla consulenza per genitori. Come aiutare tuto figlio a NON mangiare di fretta, o peggio a saltare dei pasti e degli alimenti. 

https://www.guiainfantil.com/articulos/alimentacion/ninos/desayuno-de-los-ninos-en-la-vuelta-al-colegio/?utm_source=gi&utm_medium=facebook&utm_term=articulos%2F/

Ti avevo fatto l’esempio della colazione. Tornando a quello se il tuo bimbo la salta, NON serve che tu lo punisca per costringerlo MA devi intanto sapere quello che si perde se non la fa, ed è spiegato nell’immagine sopra molto intuitiva realizzata da una Nutrizionista di lingua spagnola.

Poi potresti adottare alcune strategie:

  1. La mancanza di tempo e la corsa del mattino sono la ragione principale per saltare la colazione. Inoltre, la fame arriva più tardi, quindi non hanno voglia di mangiare niente. In entrambi i casi, alzarsi un po ‘prima, e probabilmente sdraiarsi un po’ prima, può aiutare il bambino ad essere più aperto per la prima colazione. Se il momento della colazione è rilassato, è più apprezzato e non è più inteso come un obbligo.
  2. Alcuni preferiscono prendere una merendina per la ricreazione e condividerla con i suoi amici. Se il motivo è sociale, possiamo ricordargli che possono giocare insieme dopo pranzo.
  3. Altri dicono che non ne hanno voglia, probabilmente si annoiano con la solita colazione. Non deve essere per forza dolce o con il latte, ma è possibile combinare vari cibi, fare un panino o persino mangiare residui dalla notte prima…purchè ci sia.
  4. Se pensano alla linea, spiega loro che per essere in salute sarebbe meglio mangiate sano e spesso (ma qui la cosa bella sarebbe accompagnarli da una nutrizionista).

Il comportamento sano si apprende. Anche quello sbagliato.

Tu sei il suo primissimo insegnante di questa specifica “area” che inizia dallo svezzamento. I cibi vanno proposti tutti, seguendo la scaletta che ti è stata insegnata dal pediatra, tenendo sempre presente queste TRE piccole ma FONDAMENTALI regole:

se tu non mangi alcuni cibi, non ti aspettare che lui li mangi

se cedi ai cibi iper-saportiti troppo presto, non ti aspettare che mangi volentieri i piatti dai sapori naturali

se ti fissi su alcune marche specifiche (forse anche con ragione),  passi un messaggio di selettività alimentare che potrebbe replicare anche lui.

Il gusto come si forma?

Probabilmente il fattore più importante che determina il gusto di un bambino per un particolare cibo è quanto gli sia familiare. In parole povere i bambini apprezzano ciò che conoscono e mangiano ciò che apprezzano (fonte: “The importance of exposure for healthy eating in childhood: a review“, 2007)

⚠️ NON mangiare è un modo per controllarti.

Nell’alimentazione il punto focale non dovrebbe essere introdurre cibo nel bambino ma, piuttosto, curare la relazione e aiutare il bambino ad apprendere le abilità connesse alla nutrizione

Per questo tuo figlio usa il mangiare selettivo (se non in presenza di patologie, sindromi o disturbi di origine psicologica) per controllarti. Hai senza accorgertene costruito una relazione non equilibrata, dove egli ha capito forse fin dall’allattamento che ha il potere di “tenerti in scacco” usando il momento della nutrizione.

Ecco perché devi “imparare” fin da subito a comunicare con lui, a relazionarti, così da capire quando ha fame, quando gioca e quando invece ti “manipola”…

Nell’ambito della loro alimentazione i bambini utilizzano tre modalità di apprendimento (Leann L Birch and Allison E Doub Am J Clin Nutr 2014):

-Per familiarizzazione
-Per associazione
-Per osservazione

Fin dalla primissima infanzia le esperienze dei bambini con il cibo influenzano sia le preferenze che le quantità, e la ricerca suggerisce che tanto più precoce ed ampia è l’esperienza, tanto più salutare sarà la dieta dei bambini.

Per diventare competenti nell’alimentazione i bambini hanno bisogno sia di familiarizzare con contesti strutturati sia di esprimere la propria autonomia personale all’interno di quei contesti.
In questo ambito la relazione ottimale tra genitori e bambino si realizza affidando al genitore la responsabilità di cosa, quando e dove mangiare, e al bambino quella di se e quanto mangiare.
  (Eating Competence: Definition and Evidence for the Satter Eating Competence Model-Ellyn Satter, J Nutr Educ Behav. 2007)

Il pericolo altrimenti è CRESCERE un bambino noioso per il cibo, che diventerà un ADOLESCENTE che si nutre alle “macchinette”

…anche se per fortuna qualcuno si sta accorgendo del pericolo che sono (vedi articolo che ho letto in questi giorni)

rigoni- giornale Veneto

SUGGERIMENTI pratici

👉🏻La condivisione

Ti suggerisco di favorire la condivisione del momento dei pasti che va a soddisfare la soddisfazione della curiosità e delle richieste di tuo figlio con piccoli assaggi di cibo.

Offri cibo manipolabile o tritato o spezzettato solo quando il bambino abbia sviluppato le necessarie abilità motorie posturali e orali.

👉🏻La richiesta

Imparare fin da subito a cogliere la curiosità e l’attenzione del bambino quando manifesta il suo “desiderio” di sperimentare cibi nuovi che è facilitata dagli effetti positivi della condivisione del pasto sia dalla disponibilità di un pasto nutrizionalmente adeguato.

👉🏻La dieta

La dieta del bambino sarà tanto migliore quanto più la famiglia seguirà una dieta corretta ed equilibrata, attenta al contenuto calorico e proteico.

È perciò di fondamentale importanza che i genitori siano consapevoli delle corrette informazioni riguardo una dieta nutrizionalmente equilibrata, incoraggiarli a riconoscere e rispettare la capacità di autoregolazione di ciascun bambino.
La dieta dovrebbe privilegiare le abitudini familiari, etniche e regionali, nel rispetto delle esigenze nutrizionali di ogni singolo bambino.

😊 Il ruolo del genitore

Ancora una volta sei chiamato a essere parte attiva e prioritaria nella crescita del tuo bambino. Non delegare alle tate del nido, alle nonne o a tuo figlio stesso questo ruolo così delicato che hai nella formazione della sua sana alimentazione.

Utilizza anche dei libri che possono aiutarti uno dei quali è questo che mi ha anche ispirato il titolo del post

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Adesso sai cosa rispondere alla domanda di tuo figlio:

   Perché non possiamo mangiare solo patatine?

e se invece ti trovi ancora in qualche difficoltà contatta la dottoressa Vania Rigoni per una consulenza pedagogica che ti accompagnerà nel co-costruire la tua speciale relazione genitore-figlio (anche nell’alimentazione) .

A presto,

Vania Rigoni

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