Blog Crossing Day in Bottega

Una bella novità per tutti i miei followers ed i nuovi…

…in vista della seconda “Assemblea generale e materiale” sulla CONSULENZA PEDAGOGICA che si terrà a Milano il 16 novembre 2013, 
alcuni blogger hanno deciso di lanciare in rete un BLOG CROSSING DAY 
nel quale parleranno, in un breve post, del perché hanno scelto l’educazione come professione e di come sono entrati in contatto con il gruppo Facebook “Educatori, Consulenti pedagogici e pedagogisti” da dove tutto ha avuto inizio…

I contributi saranno condivisi sui diversi Social 
                                 con      #assembleagenerale    e    #consulenzapedagogica

Buona lettura a tutti!

Il mio viaggio nella pedagogia è iniziato non per scelta o orientamento di studi, ma per inclinazione personale a star bene io ed a vivere in una società che stava bene.

“O… icchè vuol dire?” (ricordatevi che son fiorentina…..!!!)
Ho sempre pensato che l’obiettivo di una persona è quello di arrivare a sentirsi bene nel suo corpo e nella sua mente, senza quella dolorosa e angosciante altalena fra mi sento bene e ho una bella forma a cui siamo sottoposti in questa nostra contemporaneità scissa in due o per alcuni in moltissime parti.
Il mio iter formativo e lavorativo è nato da queste riflessioni, se volete scoprirlo lo trovate facilmente nel Blog alla pagina Fino ad oggi….
La mission professionale (e personale) è avere ogni giorno la possibilità di contribuire alla progettazione di una società che con il suo nuovo presente bonificato è di nuovo in grado di proiettarsi nel futuro.
Nel mio Studio mi piace accogliere (sia nel lavoro individuale, sia in quello con le famiglie, le coppie o i gruppi ) Persone che cercano una via per cambiare il loro stato attuale e per loro (e con loro) organizzare itinerari e percorsi che li “e-duchino” a come trasformare il passato in risorsa per il presente, senza il quale il futuro non esisterebbe. 
La cosa che manca maggiormente alle persone oggi è stare hic et nunc, godere il presente, nutrirsi delle sue emozioni (positive e negative), respirare con calma e permettersi di pensare una cosa per volta.
Per tutti questi motivi e altri che necessiterebbero di un libro di circa 300pagine sono approdata alla mia professione; poi c’è la passione per la comunicazione e per il confrontarmi con altri ed è nato questo Blog.
Cercando altri colleghi ho incontrato Cronachepedagogiche e Biviopedagogico che mi hanno invitata nel Gruppo “Educatori, Consulenti pedagogici e pedagogisti” di FB per continuare ad approfondire e crescere professionalmente: ne condivido il suo carattere a-associativo e a-politico, e sopratutto il cuore del gruppo l’Educazione e come farla al meglio.

I BLOGGER CHE PARTECIPANO:

Christian Sarno, “Perché lo fai, disperato ragazzo mio.”

Laura Ghelli, “Parole e sguardi”

Monica Cristina Massola, “In spostamento, tra uno spazio e l’altro”

 Elisa Benzi, “Guest Post.”

Anna Gatti, “L’educazione tracciata”

Alice Tentori, “Lascio che le cose mi portino altrove.”

Alessandro Curti, “Scontrarsi con l’educazione.”

Manuela Fedeli “Chi l’avrebbe mai detto”

Sylvia Baldessari, “L’educazione è un incontro.”

Vania Rigoni, “Blog crossing day in bottega.”

 

2 pensieri riguardo “Blog Crossing Day in Bottega

  1. ciao Vania,
    per far si che il blogcrossing sia un punto di scambio, di crescita, di formazione vado con una domanda che mi sta particolarmente a cuore e che si “scontra” con il tuo post:
    ma come può essere l'educazione a-politica?
    fare educazione è assolutamente occuparsi della polis, dunque è politica attiva. non partitica certo, ma politica al 100%!
    come si orientano gli sguardi e gli interventi, dove si concentrano gli sforzi educativi ed economici, tutto ciò è politico ed educativo, io credo, no??

  2. Mi piace la tua osservazione, che ha colto la sfumatura “frettolosa” del mio post.. E io che alle persone dico sempre “con caaalma!”
    L'educazione si occupa di società e di polis, o meglio così dovrebbe, ma non deve esser agita da “politicanti”, perciò per me deve essere priva di connotazioni partitiche (che per definizione “dividono” e non uniscono, favoriscono le scissioni e non l'integrazione).