Pensando a #educazionEamore

#educazionEamore è il tema del prossimo Blogging Day di Snodi Pedagogici…. 

a cui vi ricordo che avete tempo fino al 7 maggio per iscrivervi!

Giusto in questi giorni di pasqua riflettevo sull’ampiezza dell’argomento: dall’amore degli innamorati e di come cambia le loro vite, quello fra genitori e figli piccoli e grandi (son già due energie diverse), i nonni e gli amici….
poi ci sono altri temi che son venuti alla ribalta in queste ultime settimane:
-il matrimonio “speciale” di Grosseto che resterà un precedente per tutte le coppie che oggi in Italia sono costrette a volare all’estero per sposarsi;
-il “caso” della fecondazione eterologa (involontaria) a Roma che socchiude la porta a tutte quelle coppie che per motivi vari hanno l’impossibilità di avere un figlio con i loro strumenti e son costrette a volare fuori nazione.
Due situazioni estreme di AMore e di Educazione all’amore: 
sarebbe banale fermarmi a riflettere sul “vecchio dibattito in Italia non ci sono i matrimoni gay perché c’è il Papa”…in Italia non ci sono i matrimoni, punto. 
Così come l’eterologa non si fa perché non c’è interesse a farla, visto che poi i ginecologi dei dipartimenti PMA invitano le coppie ad espatriare.  
Non c’è neanche nessuno che si pre-occupa pedagogicamente parlando di come sarà la vita di quei bambini che sono stati adottati in fase di ovuli o/e spermatozoi? Vivranno gli stessi percorsi dei bimbi adottati o nell’ignoranza per tutta la loro vita? Quei genitori saranno pronti alle ricadute, ai cambiamenti che dovranno fare dentro di loro stessi per accogliere un figlio che non è loro figlio?
Oscilliamo fra una società narcisistica legata alla fiera delle vanità del matrimonio e dell’avere un figlio ad ogni costo e dall’altra dal bigottismo spirituale che ci protegge dal riflettere (perché quando ci si mette in discussione è sempre faticoso!).
Oggi voglio solo alimentare il dibattito interiore, le mie personalissime risposte le offrirò in seguito.

Però ritornando al Blogging Day di #educazionEamore quanto ci sarebbe da scrivere???
Da oggi fino al 7 MAGGIO 2014 è possibile inviare il proprio contributo, assieme a una proprio foto e una breve biografia, alla redazioni di Snodi Pedagogici
     snodipedagogici@gmail.com

Il 12 maggio, dalle ore 10.00, avverrà la pubblicazione online dei vostri contributi.
I blogging day (BD) fanno parte di un progetto culturale organizzato e promosso da Snodi Pedagogici. Questo avrà termine con l’estate e sfocerà in un’antologia dei contributi che verrà pubblicata sotto forma di ebook.
Gli autori che hanno partecipato verranno, una volta finito il percorso di pubblicazione online, contattati dalla redazione per decidere se aderire anche alla fase finale del progetto.

3 pensieri riguardo “Pensando a #educazionEamore

  1. Carissima collega si sono la Pedagogista dr.ssa Vittoria Salice credo che portare alla luce come sia nata e la storia della fecondazione eterologa ( inoltre rispetto al tuo vecchio sito ho aggiornato tutte le vicissitudini fino ad oggi) aiuti a capire l’evoluzione di questa e di come noi per 10 lunghi anni siamo tornati indietro rispetto al fatto di essere cittadini dell’ Unione Europea inoltre avere il Papa in Italia la dice lunga, ma voglio ricordare che non siamo l’unico paese cattolico ci sono altri paesi dell’ U.E. che pur essendo cattolici sono andati avanti in termini di usi e costumi, credenze, scienza, tecnica, tecnologia, diritto, psicologia, pedagogia, etc.
    E’ un argomento che conosco molto bene anche perchè è stato parte integrante della mia Tesi di Laurea Magistrale.
    Quindi ho deciso di condividerle con te e con i pazienti che potrebbero far tesoro di tutto ciò.
    Le prime ipotesi sulla possibilità di usare il freddo per conservare gli spermatozoi risalgono alla fine del Settecento. Nella seconda metà dell’Ottocento il fisiologo Paolo Mantegazza pensava a una banca per conservare lo sperma dei soldati in partenza per la guerra, proponendo di farlo con neve e ghiaccio. I primi esperimenti sull’uomo però, si ebbero a partire dal 1884, William Pencoast presso la Jefferson Medical School di Filadelfia, eseguì la prima inseminazione utilizzando lo sperma di un donatore scelto tra i suoi studenti. L’intervento si svolse nell’anfiteatro anatomico mentre la paziente era anestetizzata ed esitò in una gravidanza. Il ricorso a questa tecnica aumentò gradatamente e discretamente nel corso degli anni, e nel 1953, Jerome Sherman segnalò la nascita del primo bambino derivante da un’inseminazione con seme congelato in azoto liquido. Nel 1960 l’americano Jerome Sherman continuò i suoi esperimenti. L’accettazione della tecnica fu comunque lenta: solo i cambiamenti culturali profondi degli anni sessanta, insieme a un atteggiamento più aperto nei confronti della sessualità che si è resa indipendente dalla procreazione grazie alla diffusione dei metodi anticoncezionali, indussero un mutamento radicale nei confronti dell’inseminazione con seme di donatore. Alla fine degli anni ‘70 la procreazione si è resa autonoma dalla sessualità attraverso l’intervento medico nel concepimento difatti nel 1978 nacque Luise Joe Braown la prima bambina in provetta tramite la fecondazione in vitro (FIVET) per le tube di falloppio chiuse della madre. La tecnica fu sviluppata nel Regno Unito da Patrick Steptoe e Robert Edwards, e per la quale Edwards ha ottenuto il Premio Nobel per la medicina nel 2010. Un altro padre di dei bambini in provetta è il dottor Jacques Testart, che nel 1982 in Francia condusse il concepimento di Amandine.

    Vincenzo Abate fa nascere, a Napoli, Alessandra Abbisogno nel gennaio del 1983, ma con la collaborazione di un’équipe australiana lui ha il primato di aver fatto nascere la prima bambina europea “continentale”; mentre, la prima bambina «tutta italiana» Eleonora Zaccheddu, viene al mondo a Palermo, nel maggio del 1984, alla clinica universitaria diretta da Cittadini.

    Dal congelamento di embrioni nacque nel 1984 a Melbourne, in Australia la prima bebè venuta dal freddo, Zoe. Mentre nel 1997 dal congelamento di ovociti nasce Elena da ovulo congelato e mediante ICSI; sempre nel 1997 è nato in Italia il primo bambino concepito da uno spermatozoo e un ovocita entrambi congelati. Carlo Flamigni dell’Università di Bologna è il terzo polo di primati e ricerche di avanguardia per le nascite da record dei figli in provetta dal 1984. Da allora si è occupato di ricerche sul congelamento di embrioni e di ovuli, di gravidanze in donne in menopausa, di problemi etici legati a queste tecniche, optando per un approccio laico al problema, anche come membro del Comitato Nazionale di Bioetica. Severino Antinori ginecologo eretico, laureatosi alla Sapienza di Roma attualmente lavora a Roma nel suo centro R.A.P.R.U.I. (“Ricercatori Associati per la Riproduzione Umana e l’Infertilità di Coppia”), vanta ottime percentuali di successo nella sua casistica, Nel1989 inizia a sperimentare la fecondazione in vitro anche alle donne che hanno già raggiunto la menopausa: con il suo aiuto nel 1994 Rossana Della Corte, a 63 anni, rimane incinta ed è – a tutti gli effetti – la partoriente più anziana del mondo. Nell’inizio del 1998 si avvicina agli studi sulla clonazione umana, intravvedendo in questa una possibilità per le coppie sterili. Nel 2002 annuncia di aver usato la clonazione per indurre la gravidanza in tre donne: la nascita del primo dei tre bambini clonati era prevista per il gennaio 2003.

    Dopo la proibizione della legge 40/2004 : la legge è stata per ben 28 volte ‘sotto processo’ di fronte a tribunali ordinari, Corte europea dei diritti dell’uomo e Corte costituzionale italiana.

    I primi a tentare di combattere la legge 40 furono i Radicali italiani già nel 2004, che si fecero promotori di un referendum abrogativo. Il 12 e 13 giugno 2005 si tenne il voto, ma non si raggiunse il quorum: si espresse solo il 25,9% degli aventi diritto.

    Da lì in avanti fu uno stillicidio di sentenze e controsentenze: il 3 maggio 2004 intervenne il tribunale di Catania sul divieto di diagnosi preimpianto, su ricorso di una coppia portatrice di beta-talassemia. La decisione in questo caso conferma una lettura restrittiva della legge 40, rigettando la domanda.

    Il tribunale Cagliari, il 29 giugno 2004, si pronuncia sull’accesso all’interruzione di gravidanza a seguito di gravidanza ottenuta con tecniche di procreazione medicalmente assistita, affermando che non c’è differenza tra gravidanza da procreazione medicalmente assistita e gravidanza naturale.
    Nel 2005, sempre il tribunale di Cagliari solleva questione di legittimità costituzionale relativamente al divieto della norma diagnosi preimpianto. Ma la Corte Costituzionale, il 9 novembre 2006, dichiara manifestatamente inammissibile la questione, senza entrare nel merito delle motivazioni.

    Ancora una decisione del tribunale di Cagliari, il 24 settembre 2007, definisce ammissibile la diagnosi preimpianto. Con un’ordinanza del 17 dicembre 2007, il tribunale Firenze 17 fa la stessa cosa e ammette la crioconservazione degli embrioni sovrannumerari.

    Il Tar del Lazio, con sentenza del 21 gennaio 2008, annulla per eccesso di potere le linee guida sulla legge 40 laddove si afferma che ogni indagine relativa allo stato di salute degli embrioni creati in vitro dovrà essere di ‘tipo osservazionale’. Solleva poi la questione di legittimità costituzionale sul limite di creazione di 3 embrioni e di crioconservazione.

    Alla questione di legittimità costituzionale sollevata dal Tar del Lazio, seguono due ordinanze: quella del tribunale di Firenze del 12 luglio 2008, con dubbio di legittimità costituzionale sugli stessi due punti della norma e su quello che prevede l’irrevocabilità del consenso, da parte della donna, all’impianto in utero degli embrioni creati. Sempre Firenze il 26 agosto 2008 solleva questione di legittimità costituzionale, fra gli altri, sull’aspetto legato al limite di 3 embrioni e al loro unico e contemporaneo impianto

    La sentenza della Corte Costituzionale del 1 aprile 2009 dichiara l’illegittimità costituzionale di alcune parti della norma, cancellando il limite dei 3 embrioni producibili e l’obbligo di contemporaneo impianto di tutti gli embrioni prodotti, confermando la deroga al divieto di crioconservazione previsto per la tutela della salute della donna e degli embrioni stessi. Il tribunale di Milano emana poi un’ordinanza il 6 marzo 2009 e una il 10 marzo 2009, in cui si solleva dubbio di legittimità costituzionale sull’irrevocabilità del consenso e sulle norme relative all’uso degli embrioni sovrannumerari ai fini della ricerca.

    E’ la volta del tribunale di Bologna, che il 29 giugno 2009 dà piena applicazione della sentenza della Consulta dello stesso anno e dispone l’applicazione della diagnosi preimpianto di un numero minimo di 6 embrioni e il trasferimento in utero dei soli embrioni sani. Viene disposta la crioconservazione degli embrioni sovrannumerari. Ma è il tribunale di Salerno, con ordinanza del 9 gennaio 2010, che per la prima volta riconosce a una coppia non sterile in senso tecnico la possibilità di accedere alla Pma in deroga a quanto previsto dalla legge. Sempre Salerno, a luglio 2010, questo viene ordinato per la seconda volta.

    Torna a pronunciarsi la Corte costituzionale l’8 marzo 2010, confermando la sentenza 151 del 2009; poi, il tribunale di Firenze a settembre 2010 solleva dubbio di costituzionalità sul divieto di eterologa, così come il tribunale di Catania nell’ottobre dello stesso anno e il tribunale di Milano nel febbraio 2011. la Corte Costituzionale ha sostanzialmente evitato un delicato pronunciamento su un così importante argomento di bioetica, invitando i giudici ordinari a rivalutare la questione alla luce della recente ( 3 Novembre 2011 ) sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo. La decisione di Strasburgo, difatti, aveva stabilito che impedire per legge, alle coppie sterili, il ricorso alla fecondazione in vitro eterologa non costituisce alcuna violazione della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. Nel 2012 la Corte Costituzionale ordina la restituzione degli atti ai tribunali alla luce della sopravvenuta sentenza della Grande Camera del 3 novembre 2011. E’ la volta della Corte europea dei diritti dell’uomo: il 28 agosto 2012 che condanna lo Stato italiano per violazione dell’articolo 8 della Carta Edu.

    Il tribunale di Cagliari, il 9 novembre 2012 dispone per la prima volta che la diagnosi preimpianto venga eseguita in una struttura pubblica. Il tribunale di Firenze solleva nuovamente nel 2013 questione di legittimità costituzionale sull’uso degli embrioni in ricerca e sull’irrevocabilità del consenso, mentre il tribunale di Milano (29 marzo 2013) sul divieto di eterologa, così come il tribunale di Catania il 13 aprile 2013 e il tribunale di Firenze il 22 aprile 2013.

    Infine, il tribunale di Roma dispone, con ordinanza del 26 settembre 2013, l’immediata applicazione della sentenza della Corte Edu che aveva condannato l’Italia per violazione dell’articolo 8 Carta Edu e con ordinanza del 14 gennaio 2014 solleva dubbio di costituzionalità sul fatto che l’accesso alle tecniche di Pma sia limitata alle sole coppie infertili.

    Il 9 aprile 2014 finalmente arriva la decisione della Corte Costituzionale o Cosulta che afferma Il divieto di fecondazione eterologa è incostituzionale, dichiarando l’illegittimità della norma (articoli 4, commi 1, 3 e 9 e art. 9 e art. 12, comma 1 della legge 40/04) che vieta il ricorso a un donatore esterno di ovuli o spermatozoi nei casi di infertilità assoluta.

    ma cosa cambia nella legge 40/’04
    il divieto di fecondazione assistita eterologa, previsto dall’art. 4 comma 3 della legge, che riportava: «È vietato il ricorso a tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo». Cadono anche, di conseguenza, i due incisi che recitano entrambi «in violazione del divieto di cui all’art. 4, comma 3», cioè del divieto di eterologa, previsti nei commi 1 e 9,
    dell’art. 9, che resta ovviamente immutato per le altre parti e per i suoi contenuti, compreso il divieto di disconoscimento di paternità in caso di eterologa.
    Incostituzionale, infine, anche l’art. 12 comma 1 sulle sanzioni: «Chiunque a qualsiasi titolo utilizza a fini procreativi gameti di soggetti estranei alla coppia richiedente, in violazione di quanto previsto dall’articolo 4, comma 3, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 300mila a 600mila euro».

    Antinori: sì eterologa un trionfo, noi siamo pronti
    Esulta invece il ginecologo Severino Antinori, uno dei “padri” della fecondazione assistita in Italia. «È un trionfo, una vittoria della Costituzione contro una legge barbara che per dieci anni ha afflitto migliaia di coppie e anche di ricercatori come me, vessati e indagati, una vittoria del diritto alla procreazione» dichiara all’Agi dopo la sentenza della Consulta che sdogana definitivamente la fecondazione eterologa. «Noi a Milano siamo già pronti a praticarla – spiega Antinori – sarà una svolta rivoluzionaria per le coppie: fino a oggi se uno dei due partner era sterile erano costretti ai “viaggi della speranza” all’estero, oggi possono venire nei centri italiani, usufruire di tecniche all’avanguardia, che noi abbiamo messo a punto già anni fa ma che non ci hanno fatto utilizzare per colpa di una legge medievale e oscurantista».

    Purtroppo rimane ancora molto per essere alla pari delle altre evolute sorelle dell’ Unione Europea , cosa rimane ora in piedi della norma? Il divieto di accesso alle tecniche di fecondazione assistita per i single e le coppie dello stesso sesso,il divieto di accesso alle coppie fertili ma portatrici di patologie genetiche, il divieto di utilizzo degli embrioni per la ricerca scientifica e revoca del consenso, su cui dovrà pronunciarsi sia la Consulta che la Grand Chambre della Corte europea per i diritti dell’uomo il prossimo 18 giugno 2015.

    1. Grazie di aver condiviso il tuo commento nel nuovo sito. Non riesco ancora a chiudere il vecchio.. Non ricordo le nostre “vicissitudini” però sono lieta di accogliere quanto mi scrivi oggi e quanto vorrai scrivere ancora per me e per i miei lettori.

      Quando parlavo di “Papa”, ho usato un luogo comune perché scelgo sempre di rapportarmi alle persone con un registro linguistico e immaginario chiaro e semplice, comprensibile pertanto come sappiamo in Italia il “bigottismo” cattolico ci sta frenando su molti ambiti della ricerca scientifica cosa che in Spagna e in altri paesi non accade. La parte che mi inquieta ancora della nostra normativa è la violenza che viene compiuta ogni giorno alle coppie che perseguono il desiderio di essere famiglia (sia biologica che adottiva) data da una normativa che in troppi specialisti oggi non condividono.

  2. spero di esserti stata utile e cmq io sono per la fecondazione eterologa anche per le single e per le coppie gay ( uomini o donne che siano) spero che al più presto in Italia si emancipino da questo punto di vista sia politicamente che cattolicamente… il Papa ha rotto i c…. …io stessa sono single, vivo sola, lavoro e (mi faccio pagare profumatamente) non certo mi sono laureata per fare opere di beneficenza, quella la lascio fare al Vaticano che è il paese più ricco al mondo con i suoi frati e suore ( io non sono madre Teresa di Calcutta), scusa lo sfogo ma sono atea, sono contro il matrimonio (a max una convivenza) e voglio un figlio tramite fecondazione eterologa e con piacere dargli il mio cognome…. cosa che avrei fatto anche da sposata spero che anche la legge sul doppio cognome passi in Senato (oltre alla Camera come oggi) cosi da diventare Legge e non solo una scelta e togliere tutto questo patriarcalismo, maschilismo e bigottismo cattolico.
    Ti saluto caramente dott.ssa Pedagogista Vittoria Salice