AddormenTARLO: le FATICHE di genitori e bimbi e 1 bella soluzione

“Una tragedia ogni sera.
Non si vuole addormentare anche se io cerco di incantarla.”

“Vorrei fare come le altre mamme e riuscire a sistemare la cucina, ma il mi marito pare una balena spiaggiata e la Carlottina devasta casa se qualcuno non la segue”

solo alcune delle frasi che raccolgo…

In queste parole comuni a tantissimi genitori sono celate immense FATICHE, che per necessità di blog raggruppo in 3 situazioni classiche delle mamme e dei babbi:

1 Quella del genitore che tornato da una giornata di lavoro, talvolta anche stressante, sogna un figlio “perfetto” che cade addormentato all’ora perfetta

2 Quella della mamma che stanca dopo aver passato l’intera giornata con il figlio da mesi ormai, sogna di avere due ore per sé almeno e al rientro del marito sogna che il figlio si scorderà di lei quel tanto che finalmente riuscirà a farsi la ceretta o un bagno caldo

3 Quella del papà che dopo le 8 ore di lavoro in un ufficio carico di tensioni e relazioni da tenere sotto controllo sogna di “sbracarsi” sul divano a guardare una partita in attesa di una cenetta romantica con la moglie, dopo aver baciato il figlio che magicamente si è addormentato nel suo lettino fino a mattina.

Poi ci sono le 2 FATICHE di un figlio piccolo [dai 16 mesi ai 3 anni (anche più a volte)] che vive durante il giorno. E che diventano “inneschi” per le bizze serali:

Situazione A, dopo essere stato svegliato viene spogliato totalmente, vestito in corsa, nutrito e ingabbiato in un seggiolino e trasportato a un Nido dove è passato in altre mani per 7/8 ore prima di rivedere un genitore.

Situazione B, dopo quello descritto sopra viene preso da un nonno o una tata e deve attendere ancora ore prima di vedere i genitori.

Entrambe portano a costruire nel bambino reazioni di irritabilità, scontento e sopratutto “richiesta” di attenzioni ai genitori che non vede per tutta la giornata con azioni eccessive, nervose che fatica spesso a regolare.

Sono FATICHE reali. TUTTE.

Sono modalità che contribuiscono a rendere la fase del sonno e dell’addormentarsi TRAGICO per qualcuno.

Adesso seguimi nelle Riflessioni PEDAGOGICHE passo per passo:

  • Il figlio perfetto che si addormenta all’ora perfetta sempre non esiste.
  • Un figlio non dimentica mai la mamma.
  • Immaginare è una caratteristica umana. Fantasticare lo è altrettanto. Realizzare i sogni richiede pianificazione.
  • La fretta che muove una serie di azioni che il genitore sa essere necessarie provoca nervosismi nel bambino che non le comprende.
  • Casa dolce casa. Affetti. Riposo fra le braccia di mamma e papà.

Cosa fare e come trasformare la situazione faticosa in possibile?

Le 5 risposte e soluzioni operative della dottoressa Vania Rigoni :

1 Esiste una percezione del figlio positiva, che legge anche le piccole sfumature come reazioni normali e così rimanda una comunicazione sia gestuale che dialogica positiva, rilassante e equilibrante che si contrappone a una percezione alterata che vede nel proprio figlio qualcuno di diverso e preoccupante.

2 Perché un bambino “scordi” di aver bisogno della mamma per qualche ora deve esserci una relazione solida con la figura cui è affidato, cioè deve sentirsi altrettanto al sicuro, capito e nutrito (di affetto e di cure) e questo accade solo nel tempo, piano piano, costruendo situazioni e momenti di relazione con lui.

3 Certo che sarà possibile ogni tanto rientrare a casa e trovare una situazione come quella che si è immaginata e cui si aspira da tutto il giorno, e ciò accade solo quando si sarà costruito giorno dopo giorno dalla nascita del figlio una serie di legami e serenità che gli permettono di addormentarsi con il tuo bacio di papà .

4 Trasformare la fretta in rituali morbidi, lenti e dolci (alternadosi fra genitori) che lo conducano dal suo “nido” al Nido gli permette di vivere il trauma del distacco come esperienza di opportunità .

5 Scelte eccessive che provocano rabbia nei bambini, disagio e preoccupazioni. Nei primi anni in particolare modo i figli hanno necessità di stabilire relazioni, legami e rapporti di qualità e intensità con i genitori e i loro spazi. Queste sono le basi della sicurezza nel futuro e nei successivi apprendimenti delle competenze sociali. Pertanto vanno modificate alcune scelte per adattarle alle necessità di un figlio

Quante idee strategiche anche per oggi….

Come dico sempre inizia a realizzare dei cambiamenti usando le proposte che individui adatte a te in questo Blog e se vuoi invece, una consulenza pedagogica in sostegno della tua competenza di genitore contatta la dottoressa Vania Rigoni e fissa con lei un appuntamento per iniziare il tuo cammino verso una genitorialità consapevole e sicura.

Contattala:
– scrivendo una mail a ➡ dr.vaniarigoni@gmail.com
– Su Whatsapp, cliccando a questo link ➡ http://bit.ly/2ycrsE2

Dove riceve? a Firenze >>INDIRIZZI ma anche via Skype per chi è di fuori.

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