Giochi di Famiglia con i bambini 0-10 per prevenire le mille battaglie dell’adolescenza. 2 consigli semplici della pedagogista.

Il gioco in famiglia è l’AZIONE INDISPENSABILE per cresce un FIGLIO equilibrato (nei suoi naturali disequilibri).

Giocare per il vocabolario significa ⏩partecipare, insieme con una o più altre persone, a fine di ricreazione o di guadagno.
Deriva dalla parola latina iŏcare, scherzare.

Quante informazioni celate dietro un unica parola:
condividere uno spazio, un’attività per divertirsi e talvolta anche per guadagnare qualcosa.

Il gioco in educazione è sempre stato studiato dai Grandi, qualcuno come la Montessori lo ha visto come esperienza di simulazione della vita reale, Piaget lo vedeva come un momento in cui il bambino fa esperienza di sé come elemento del mondo passando dal piano della finzione alla realtà. Un nostro concittadino lo ha tradotto in continue esperienze simboliche del vero ne la sua Scuola La Città Pestalozzi ancora attiva nel centro storico.

Il gioco tra adulto e bambino come esperienza relazionale, occasione formativa, osservatorio di una pedagogia sui generis che si realizza all’insegna della reciprocità e della condivisione rinunciando a quella asimmetria, tra chi educa e chi è educato, tipica delle agenzie formative tradizionali.

Attraverso le attività ludiche l’adulto e il bambino, i pari fra loro, diventano un “legame” di interazioni comunicative, simulano momenti di vita (contrasti, conflitti, battaglie, condivisioni, strategie) e scoprono sensazioni e emozioni in semplicità.

Nel gioco e nel giocare come pedagogista individuo un antico vitale alleato per insegnare a vivere positivamente e produttivamente anche le differenze proprie e degli altri. Alcuni giochi diventano esercizi/allenamenti per un pensiero capace di decentrarsi cognitivamente, affettivamente e socialmente. Altri posso divenire un antidoto contro chiusure pregiudiziali e atteggiamenti dogmatici e intolleranti.

Ogni età ha i suoi giochi, anche se come dico sempre alle Famiglie che incontro, ogni gioco può essere proposto nel modo tradizionale per cui è venduto oppure in un modo “trasgressivo” che è frutto della vostra fantasia. 

Quello che conta è rispettare le fasi di sviluppo del bambino, proporre attività a lui commisurate senza porgli fretta o ansie di prestazione: ogni bambino ha i suoi tempi e se l’adulto impara a conoscerlo e a rispettarli vedrà crescerlo sereno (B.Brazelton).

0-5 anni

Specialmente quando sono piccoli (0-6) meglio favorire l’uso di giochi che suscitino emozioni e che siano veri, di materiali reali (legno, stoffa, lana e cotone, metallo). I tanti giocattoli che si possono trovare sugli scaffali dei supermercati o dei negozi oggi, non rappresentano la realtà, ma sono caricature che presuppongono che il bambino possegga già la facoltà di comprendere l’ironia. Ma non è così. Sono giochi che rappresentano la fantasticheria, non la realtà.

La parola “fantasticheria” è per definizione il “lavorio della mente nell’immaginarsi le cose più astruse, irreali, strampalate”. La definizione di “fantasia” è invece la “facoltà dello spirito di riprodurre o inventare immagini mentali in rappresentazioni complesse, in parte o in tutto diverse dalla realtà” (Walford).

5- 7 anni

A cinque anni è bene introdurre giochi sociali, che possa mostrare (vestiti per trasformarsi, scatoloni per creare spazi e ambienti). I tempi di concentrazione aumentano, il bambino è in grado di immaginare ciò che vorrebbe creare e di conseguenza inizia a stabilire regole e ruoli all’interno del suo gioco. Nel sociale scopre il piacere di costruire e organizzare giochi per gli altri, come teatrini e spettacoli, storie.

Over 7 anni

Piano piano possiamo introdurre i giochi di logica, i puzzle, i vari Monopoli, Risiko…

Due consigli ti do, Mamma e Babbo:

UNO – ricordati di NON fingere mai quando giochi con tuo figlio se ne accorge e si sentirà insicuro, perché tu non stai sostando con lui ma se lì senza cuore.

DUE –  “ingegnati” oggi per raccogliere i frutti in adolescenza quando tutto il tuo impegno di ora verrà ripagato con la fiducia e la relazione che hai costruito con lui che “vi” salverà nei momenti di crisi.

In un mondo così ricco di eccessi è compito degli educatori, insegnanti o genitori, chiedersi di cosa realmente abbia bisogno un bambino, che cosa significhi essere un bambino. Tutti gli impulsi di cui come adulti dobbiamo occuparci di circondarlo sono quelli dell’affetto, della bellezza, della verità. Lasciamolo al gioco che parte da lui, lasciamolo vivere liberamente il suo sviluppo graduale.

L’INSODDISFAZIONE E I CAPRICCI NASCONO DA PROCESSI di formazione e sviluppo che ti sono sfuggiti di mano.

Questo è il guadagno di cui parlavo all’inizio (il gioco è un’attività per divertirsi e talvolta anche per guadagnare qualcosa) crescere un figlio equilibrato, che si saprà dosare, che avrà naturali regressioni e naturali slanci, che conoscerà le sue emozioni e saprà contare sempre su di te, il suo Eroe e Fan.

Talvolta ti potrai trovare senza idee, per questo esiste la Pedagogista, puoi chiamarmi e ne parliamo in una consulenza apposta per te e il tuo bambino. Non è un sintomo di problema venire in studio, è semplicemente cercare di risolvere con meno perdite possibili.

A presto,

la dottoressa Vania Rigoni

PS. l’immagine viene diretta diretta da un gioco con uno dei miei bambini (1a media)poche cose e la fantasia VOLA!

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