Non vuole il babbo, cerca solo me. Genitori 03 in assestamento con la pedagogista

“Sono preoccupata, volevo venire alla sua serata per Genitori 03 ma non sapevo a chi lasciarlo…

E’ un incubo ultimamente.”

Mina mi chiama con una voce incalzante, determinata e anche rotta da qualche singhiozzo imbarazzato: lei mi conosce da tempo perchè da quando è nato Arturo ha iniziato a seguire il mio blog e la mia pagina FB.

Viene in studio. Purtroppo non ci sono altre serate 03 in programma per qualche mese, così la invito a una consulenza “scontandogliela” come fosse l’incontro. Non voglio approfittarmi delle persone, il mio obiettivo è aiutare i genitori a sentirsi sicuri nel loro ruolo.

Mina è una cascata di riccioli, occhi immensi e mi parla di Arturo.
Lo ha voluto tantissimo ed è arrivato inaspettato:

“Tutti ci mettono un sacco, e noi subito!”

La famiglia era un’esplosione di emozioni, Mina è circondata da fratelli e sorelle, genitori iper presenti, anche se col compagno vivono da soli a Firenze. E come dice lei sorridente, siamo proprio felici! e gli amici sono la nostra seconda famiglia.

>>Poi passa una nube e lei mi dice:

     “Arturo non ne vuol sapere del suo papà. E stiamo iniziando a litigare per questo.”

Potrei dare differenti risposte, ogni storia ne ha una benché quello che si osserva come manifestazione esteriore sia simile.

Oggi vi racconto quella per Mina.

Il prof.Brazelton ci ha insegnato che siamo una storia di complessità, Sparrow il suo allievo (oggi erede delle sue ricerche) ci parla di sistemi complessi e di famiglie stressate dalla società inospitale.

E così come loro mi chiedo cosa è accaduto a un certo punto in questa storia che ha portato Mina al mio studio?

Quando nacque Arturo, ormai quasi 2 anni e mezzo fa a fine maggio, per non appesantire il compagno Mina decise di rientrare in famiglia di origine, che vive al mare e aspettarlo il weekend così da non sottoporre il piccolo alla calura estiva.

Il quadro, il sistema appunto, divenne complesso: Mina era circondata da voci che interferivano continuamente col suo essere neo-mamma, tutti pensavano di sapere una cosa più di lei, Arturo era continuamente manipolato da mani che portavano pensieri differenti da quelli della madre (e del babbo). 

L’arrivo del babbo Leo segnava la fine dello stress per Mina e Arturo. Durava troppo poco, purtroppo.

A fine estate la famiglia si ricompatta a Firenze, liberandosi di quelle figure invadenti e iper protettive. Tuttavia esse continuano a vivere nella testa di Mina mettendola in crisi, facendola sentire imbranata come mamma sopratutto per la scelta di mettere Arturo al Nido (al 1 anno di età).

Leo continua a lavorare per tutti, torna e cerca di darle una mano, sopratutto con la casa e la sua organizzazione. Piano piano si accorge che il figlio non sta volentieri con lui, non riesce a giocarci e se prova ad allontanarlo dalla mamma lui piange.

Nascono le crisi. 

Mina però decide di contattarmi, e venire in “avanscoperta” anche per Leo. Perchè loro si amano e hanno capito che qualcosa deve cambiare.

Il cuore pedagogico è questo:

Il babbo è essenziale
La mamma è essenziale
Diventate interscambiabili.

Gli altri sono importanti ma non devono influenzarti.

Come?

  • ✅Il genitore perfetto non esiste e neanche il manuale che i nonni pensano di poterti tramandare.

  • ✅Evita il presenzialismo, non devi esserci sempre.

  • ✅Favorisci che il babbo abbia occasione di svolgere col figlio tutte le routine quotidiane, non solo il gioco.

  • ✅Lasciarli andare al parco, a fare la spesa (e tu approfittane per un giro con amiche, acquista un abito, vai a una mostra..).

Col senno di poi…sarebbe facile dire, non ci dovevi andare al mare …a parte che a Firenze in estate si muore senza ironia, ma chi ti dice che ora il bambino è traumatizzato e che è colpa tua NON ha STUDIATO pedagogia oppure cerca clienti.

👉🏻Se ti sei accorta che qualcosa è andato storto nella gestione dei primi anni non perseverare e inizia a cambiare approccio!!!

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Capisco che non sia facile entrare in questo “mood”, vorrei che le mamme che già mi conoscono ti potessero scrivere per dirti come si sono trovate…ma lasciare una recensione per delle scarpe è più facile che per un intervento pedagogico!

Quindi ti aspetto con le domande e i dubbi, fissa  un appuntamento di prima consulenza telefonando dalle 15 alle 17 tutti i giorni eccetto il giovedì  che rispondiamo la mattina dalle 10-12 al numero 055472846 oppure al 333 2351003.

Se preferisci scrivere una mail, indirizzala a  vaniarigoni@labottegadellapedagogista.com ed entro 48 ore avrai la tua risposta.

Per essere connessa con le mie attività, gruppi ed altro iscriviti al mio BLOG!

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