Ragazzi che si isolano, smettono di studiare e non dormono per stare sui videogames. Ecco COME PREVENIRE e AGIRE in 3 SEMPLICI MOSSE

Mi state chiedendo sempre più spesso se la tua Mina o Arturo sono giovani Hikicomori, se appartengono a quel gruppo di ragazzi di cui leggi anche nei social.
Hikicomori- non è un cartoon giapponese e neanche una nuova APP è uno stile di vita che viene assunto da giovani fra i 14 e i 25 anni , che ha registrato la preoccupante cifra di un milione di casi solo in Giappone e che oggi sta diffondendosi a macchia d’olio anche nel nostro paese.

“L’adolescenza è momento delicato della vita dei figli”
“l’adolescenza mette in discussione tutto”
“in adolescenza tutte le certezze spariscono”

frasi che scrivevano giorni fa dei colleghi nel loro Blog, frasi che continuamente ti senti dire appena dici che tuo figlio si è chiuso in casa, passa le notti alla video al buio.

Quello a cui potrebbe arrivare tuo figlio è la cessazione di ogni contatto con l’esterno, sviluppare una vera psicopatologia che li conduce a non avere più amici e trascorrere gran parte della giornata nella loro camera. 

Ti descrivo il fenomeno a grandi linee

A stento parlano con genitori e parenti. 

Dormono durante il giorno e vivono di notte per evitare qualsiasi confronto con il mondo esterno. Si rifugiano tra i meandri della Rete e dei social network con profili fittizi, unico contatto con la società che hanno abbandonato.

Il fondatore dell’Ass. Hikikomori Italia, Marco Crepaldi, fa un’analisi precisa della nostra società con un economia “sviluppata”: 

Le aspettative di realizzazione sociale sono una spada di Damocle per tutte le nuove generazioni degli anni Duemila: c’è chi riesce a sopportare la pressione della competizione scolastica e lavorativa e chi, invece, molla tutto e decide di auto-escludersi.

Il fenomeno molto spesso scaturisce quindi da un’eccessiva pressione sociale sui ragazzi, aspettative del contesto familiare, ansie di successo e di bisogno di apparire adeguati e riconosciuti. A maggioranza maschile, il fenomeno è ampio anche fra le ragazze che però vengono meno “individuate” perché appare culturalmente meno preoccupante la femmina in casa.

Prima che diventi una pericolosa modalità tu, mamma e babbo, potete fare qualcosa -di questo tratto anche nel libro Genitori e Scuola, quando parlo di abbandono scolastico. 

Ma anche qua ti voglio suggerire alcune strategie preventive:

  1. Sii esempio fin da piccolo e mostragli che gli AMICI si vivono in presenza non attraverso un video o una chat
  2. Sii esempio fin da piccolo e insegnagli che si può LITIGARE e non piacere a qualcuno, come si può RICOSTRUIRE dopo una discussione
  3. Sii esempio fin da piccolo e costruisci con lui una relazione di FIDUCIA che ti permetta di non essere escluso dalla sua camera e dai suoi sentimenti e ti possa comunicare quei piccoli o grandi eventi che lo “impressionano”..

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I ragazzi che ne riescono ad uscire lo raccontano come un incubo. Raccontano di genitori troppo impegnati nel lavoro, spesso a causa di orari lunghi, che riuscivano a ingannare per passare ogni loro minuto al video games. Spesso rinunciando a lavarsi e a mangiare.

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Poi devi essere Genitore, come dico sempre, OSSERVATORE e ascoltatore di tuoi figlio.

Preoccupati

se salta troppi giorni di scuola,
se lascia lo sport,
se evita le feste,
se ha come unici appuntamenti gli incontri virtuali con i videogiochi o serie tv..

La scienza dell’educazione ti può aiutare innescando nuove consapevolezze e disponibilità in tuo figlio.

Come pedagogista mi trovo a intervenire ai primi segnali che tu intercetti, e grazie ai metodi e alle tecniche della pedagogia clinica ® ho visto grandi risultati e trasformazioni. Giovani rimotivati e di nuovo in relazione con i genitori, con i professori e gli amici. 

Però è fondamentale essere rapidi nell’agire. Quando la modalità è consolidata l’intervento multidisciplinare è indispensabile.

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