Le FATICHE dei compiti estivi sono reali. 4 situazioni e le prime 2 vie di uscita (parte 2)

Ci eravamo salutati con alcuni suggerimenti dati alla famiglia di Arturo per i compiti estivi, nella pagina FB della “La bottega della pedagogista” ho anche caricato la scheda libro fatta per loro e da tempo trovi le tabelline e altre cose (non è molto materiale ma ho il vizio di crearlo per ogni bambino o ragazzo e poi donarlo).

Altri giochi semplici li puoi “copiare” da quel grande contenitore che è Pinterest -anche se il mio consiglio è sempre di personalizzare, cosa che mi preoccupo di fare quando ti rivolgi a me direttamente.

Qui ti metto alcuni link utili
Puzzle matematici
Attività di italiano (attività di italiano)
Attività di matematica(Attività di matematica)

Questi sono solo alcuni dei suggerimenti che possono adottare tutte le mamme e i babbi alle prese con i compiti estivi.

Ma nel post precedente avevo messo in evidenza altre due tipologie di situazioni che hanno necessità di una risposta ancora un pizzico diversa:

  1. la mamma che è costretta a comprare libri a caso, consigliata dalle amiche perchè il figlio di fronte alla fotocopia data dalla maestra si sente disorientato rispetto agli amici…
  2. la mamma di due figli con competenze differenti e ti chiedi come mai hanno compiti uguali (quando durante l’hanno non è stato cosi).

Nel primo caso ti senti probabilmente abbandonata dalla maestra, che in estate non puoi (o non riesci a contattare) e anche non totalmente compresa dal tuo compagno che sono sicura ti sta dicendo:

o vien via…lascia perdere.. fagli un urlo e vedrai che li farà…!!”

Poi tu vai in piscina, o a riprenderlo ai centri estivi e giustamente parli con le altre mamme che ti parlano dei loro librini carini e iper-organizzati (le case editrici stanno veramente producendo oggetti incredibili) con cui si trovano benissimo.

E ti sale lo sconforto, se non la rabbia e alla fine vai sul web e lo fai: ordini anche tu un librino. Ma prima dell’ok finale entri su Facebook e interroghi il gruppo social. 

Come vedi la più “sconvolta” sei tu, sono certa che il tuo bambino, se tu avessi bypassato la cosa avrebbe fatto quello che gli veniva e come gli veniva. Invece il peso del giudizio,la voglia di non deluderti, la pressione che sente perchè vede che tu vorresti che lui arrivasse a settembre meglio dell’anno passato ti spinge a proseguire nella ricerca di aiuti…lo angosciano.

Ricevi mille risposte nel gruppo, le ho lette molte di quelle, all’80% denigratorie nei confronti della maestra e poi una piccola percentuale di conforto e di suggerimenti utili.

Ti dono un consiglio di una che con la scuola lavora da circa 20 anni?

Lascia stare la maestra, alcune di loro sono veramente geniali nel NON affibbiare librini.
Certe scelte didattiche rischiano di mandare agli studenti un messaggio “inquietante” e pedagogicamente scorretto:

in estate si fanno i compiti come d’inverno!

L’estate è vacanza, è gioco, è allenamento di quello che si è appreso.

Forse quello in cui peccano è nel non capire che non tutti i bambini e i genitori sono uguali e per qualcuno è alimentare l’ansia e la disorganizzazione. Per questo molte volte mi trovo a “fare consulenze genitoriali” sulla strategia e organizzazione e la maggioranza iniziano proprio in estate con il decodificare e strutturare i messaggi delle maestre.

…..

Poi c’è la mamma di Maura e Nanni che deve sbrogliare una questione ancora più spinosa, durante la scuola Maura ha avuto compiti differenti perché ha un bisogno educativo speciale, e si è dato privilegio alla qualità piuttosto che alla quantità. Adesso in estate il fratello Nanni di due classi avanti e lei hanno entrambi il libro estivo.

Nanni viaggia come un fulmine, Maura arranca e si arrabbia perchè vede che la “gara” è impari. E tu mamma non sai che fare.

Sinceramente mi arrabbio un pò, ma non troppo, probabilmente la maestra di Maura ha pensato che le i avrebbe fatto quello che le veniva…

…Anche se non è troppo geniale attivare un PdP (piano didattico personalizzato) e non salutarsi con delle indicazioni precise per l’estate.

Io partecipo sempre alle riunioni finali sia dei Pdp che dei PEI (piano educativo personalizzato) perchè la scuola finisce ma non l’apprendimento e le famiglie e i bambini vanno accompagnati anche in estate.

Accompagnati NON significa che si deve andare dalla pedagogista chissà per quanto tempo, ma che andandoci trovi una persona che si occupa di aiutarti a scegliere il centro estivo, le attività e talvolta come con Arturo del post precedente a pianificare il libretto.

Nella situazione di Maura dopo aver tentato di contattare la sua maestra, farei proprio così..e non solo…cercherei anche di valutare se attivare un percorso per settembre per lavorare sulla consapevolezza e l’autostima così da farla sentire meno insicura e più forte di camminare da sola..

E tu mamma e babbo come potete agire?

Inizierei col ricordarle l’anno precedente, dove era importante la qualità e non la quantità e le farei saltare alcuni esercizi per ogni tipologia così da alleggerirla.

Ti ho scritto tante cose, è sempre difficile essere precisi perchè ogni storia è Una Storia, ma se ti senti nei panni di queste mamme (o babbi) ti invito a contattarmi.

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