Video giochi e dipendenza, come uscirne (parte 1)

La passione per le tecnologie, la scienza e il digitale è una mia caratteristica alimentata da il primo Vic 20 entrato in casa mia. Per questo mi occupo di educazione al digitale con uno sguardo molto pratico e poco inquisitorio.

Ho negli anni (scavallando il 2000)  seguito tutta l’evoluzione dei digital device, prima a titolo personale e poi a titolo professionale.

Come in tutte le storie delle tecnologie si tende a demonizzarle come prima risposta (è la reazione causa-effetto davanti all’ignoto).

Devo dire però che esiste un movimento di pensatori e di professionisti dell’educazione, che sta portando avanti come me un approccio differente: CONCENTRIAMOCI sull’effetto dell’uso dello strumento e non sullo strumento in sé.

Quello che deve preoccuparti è la DIPENDENZA
e non il piacere.

Sia nei bambini che nei ragazzi, molto spesso si arriva a livelli di dipendenza similari a quelli che hanno le persone che diventano tossicodipendenti o alcool dipendenti.

Come tutte le dipendenze quando si arriva a quel livello occorre un lavoro capillare e professionale e non improvvisato, che si muova sul contesto familiare, amicale, nonché a livello individuale e quindi MULTIDISCIPLINARE.

Da una delle mie formazioni – il modello ecologico-sociale di Vladimir Hudolin-, nata per intervenire sulla dipendenza da alcool non è possibile aiutare, sostenere l’uscita dalla dipendenza di un bevitore se non tutta la famiglia fa un lavoro su quella dipendenza, perché la dipendenza non è solo di quella persona ma è delle relazioni che ha quella singola persona e delle sue interconnessioni con le figure significative.

Tradotto per te e per tuo figlio:

Traslando tutte queste inter-dipendenze da videogioco, da telefonino o altro tipo di device, capite genitori che non si può fare se non guardando tutto in una prospettiva sistemica e non più (ma lo dico da anni) a settori.

Il concetto di sistema è importante  per tutto quello che riguarda l’educativo.
L’educativo come suo assunto storico e principale si muove su
l paradigma del sistema familiare e dei sistemi sociali.

In questo post voglio approfondire la questione dei videogiochi.

ho raccolto degli allarmi importanti che mi stanno preoccupando….e ne parlerò attraverso una storia vera

Genitori con bambini da 8-10 anni dipendenti da Fortnite, e non dal videogioco stesso quanto dagli YouTubers che circolano intorno al gioco.

Di qualche settimana fa era Paolo – quarta primaria- entra in studio con in corso una crisi “isterica” con la madre, e con se stesso.

I termini della discussione fra i due:
aveva contrattato con la madre di farsi regalare un upload di Fortnite per il giorno successivo ma aveva appena scoperto dal suo YouTuber che quel particolare kit di Batman non ci sarebbe più stato.
Per cui alla madre chiedeva di anticipare questo patto che loro avevano definito, ma non era in grado di comunicarlo, di accordarsi, come sarebbe stato in un contesto naturale di trattativa tra madre e figlio, in quanto preso da una crisi emotiva che lo annebbiava, quindi urlante e disperato.

La madre dalla sua, esasperata non riusciva a disinnescare e me l’affida.

Il lavoro come pedagogista clinico® è stato quello di farlo entrare di nuovo in contatto con quelli che sono i suoi bisogni primari, su quelle che sono le sue possibilità e su quello che poi, in realtà, era importante per lui.

Per fare questo ho attinto al mio bagaglio di Metodi e Tecniche dialogico tattili e espressive che sono servite a riequilibrare le sue energie emotive.
Paolo non è così dipendente da necessitare di un intervento multidisciplinare, tanto è che l’invio al mio studio è stato fatto appunto da una psicologa esperta che ha evidenziato per lui e la sua famiglia un bisogno di tipo pedagogico e strategico.

Ho utilizzato anche delle tecniche di mediazione per aiutarlo a costruire un accordo sostenibile con la madre che in quel momento si trovava spiazzata e in difficoltà di fronte a un figlio così sgomentato.

Qui mi fermo e ti rimando alla seconda parte. Voglio che ti prendi il tempo per riflettere a quanto hai letto, anche fosse soltanto quello per fare un caffè…

Ingurgitare informazioni ti può deviare dalla via della rielaborazione.

 

Se hai comunque dubbi e domande puoi scrivermi, oppure prendere un appuntamento

Vania Rigoni

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3332351003 – 055472846

dr.vaniarigoni@gmail.com

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