Superiori: Come comportarsi con i ragazzi a casa

Nella fascia delle superiori tutto diventa un orologio artigianale, ove i suoi mille ingranaggi devono trovare il preciso posto per non perdere o non anticipare neanche un minuto.

I ragazzi come scrivevo per le fasce precedenti possono dover esser tenuti a casa per alcuni motivi plumbei che sarebbe idilliaco non esistessero:

-lunghe malattie infettive

-degenze ospedaliere

-infortuni con traumi importanti

oppure per motivi positivi come le vacanze di Natale, Pasqua ed estive.

Di questo periodo, sono a casa per cooperare al contenimento dell’emergenza sanitaria causata dal virus Codiv-19.

La scuola, istituzione educativa e didattica, agenzia formativa è chiusa in tutto il territorio nazionale e con essa gli spazi sportivi di aggregazione poiché nessuno è in grado di controllare un ragazzo in quello che sono le norme da tenere in materia di sicurezza igienico sanitaria.

Qui la questione è delicata. 

Siamo circondati già da sollecitazioni pericolose e non filtrate che guidano una parte dei ragazzi a una strada di dispersione, abulia, appiattimento, isolamento.

Saperlo/a a casa, tu che sei genitore di uno di loro, ti crea non poche ansie:

  • Si alzerà a mezzogiorno
  • Vagherà come gli sdraiati fra divano, tv, netflix
  • I compiti li “cagherà” fra il 60% e il 70%
  • Se potrà uscirà e non farà nulla

Di fondo sono diamanti grezzi che avrebbero necessitato di una coppia “genitori e scuola” stabile, connessa, complice e comunicante in tutti gli anni precedenti alle superiori. Invece siete come una coppia di separati che ancora non hanno capito che a litigare ci rimettono solo i ragazzi.

Intervenire con un progetto su un ragazzo dai 14 anni in su è un iperfatica, qualsiasi intervento sia.

Scardinare, riorganizzare e significare gesti, azioni e comportamenti di 14-15-16 anno consolidati nel loro senso di fallimento e di arrabbiatura, di fragilità necessità di un lavoro di equipe allargato e fidato il più delle volte.

La scuola deve cambiare il modo di fare le richieste: nel 2020 si deve essere consapevoli che infilare informazioni in testa a un soggetto non funziona (e non lo dice la Rigoni oggi ma tutta la pedagogia dal ‘900 in poi).

Non è efficace neanche pensare che il soggetto assorba informazioni trasmesse senza passione, senza ars oratoria, senza flessibilità di canali.

In questo momento sono certa che qualche studente potrà godere della qualità e della volontà dei suoi docenti che avranno voglia di ingegnarsi e di mettersi in gioco per mantenere attivi i propri studenti.

  Tu genitore ricorda quanto era bello quando la scuola chiudeva per cause extra e tu potevi stare a Boboli o alle Cascine a zonzo…prima di tediarlo con inutili brontolate.

Comprendi tuo figlio/a che sta in parte vivendo un NataleBIS.

In parallelo aiutalo/a a cogliere le potenzialità che ha in serbo questo momento:

  1. Il tempo per colmare le lacune
  2. Stare con i compagni in video a fare i compiti, senza doversi incastrare per gli orari impossibili causa impegni sportivi e musicali
  3. Potersi trovare al bar deserto sorseggiando un cappuccino e guardando la video lezione della prof
  4. Mostrare agli adulti come il web diventa una zona di didattica e di formazione resilienti a qualsiasi Coronavirus.

Permettigli di invitare al max 2 amici se hai spazio, sottolineando a tutti le regole igieniche:

  • non bere dalla stessa bottiglia e bicchiere
  • non passarsi la stessa sigaretta o simili
  • lavarsi le mani spesso
  • non usare gli stessi auricolari
  • non ciucciare le penne (ecco perchè ai piccoli si evitano i gruppi)
  • non mangiarsi le unghie (ecco perchè ai piccoli si evitano i gruppi)
  • non tocchicciarsi troppo il viso a vicenda (fra ragazze che non si trucchino)

E i liquidi organici del bacio e del fare l’amore?

Certo se usassero i preservativi sarebbe una gran bella cosa, a prescindere, ci sono sempre le solite malattie a trasmissione sessuale.

I baci…come si fa a impedire i baci?

Spiegando il senso della situazione attuale in termini restrittivi per contenere il contagio e consentire alle strutture sanitarie di poter accogliere e curare le persone.

Come sempre quando parlo di adolescenza la “questione” compiti mi scende al livello -1 perchè credo fermamente che un adolescente studia quando i suoi neuroni sono attivi, lucidi e sereni.

>>Con lui leggi se hai voglia il Decamerone oppure un libro che ti propone, una sorta di lettura incrociata di 5 pagine a testa.

In tutto il resto un adolescente i punti che ho elencato relativi alle età precedenti li dovrebbero aver già consolidati e messi a punto, sopratutto il collaborare in famiglia. Hanno poi sviluppato dei gusti personali che li orienteranno maggiormente in una o in un’altra area.

Resto a disposizione per consulenze personalizzate, percorsi per trovare il metodo di studio e altro che ti può esser venuto in mente. 

Se invece noti una situazione BUIA di esclusione sociale che si protrae da 4/6 mesi contatta il servizio psicologico zonale.