Primaria: Come comportarsi con i bambini a casa

I bambini come scrivevo per la fascia 06 possono dover esser tenuti a casa per alcuni motivi plumbei che sarebbe idilliaco non esistessero:

-lunghe malattie infettive

-degenze ospedaliere

-infortuni con traumi importanti

oppure per motivi positivi come le vacanze di Natale, Pasqua ed estive.

Di questo periodo, sono a casa per cooperare al contenimento dell’emergenza sanitaria causata dal virus Codiv-19.

La scuola, istituzione educativa e didattica, agenzia formativa è chiusa in tutto il territorio nazionale e con essa gli spazi ludici di aggregazione poiché nessuno è in grado di controllare un bambino in quello che sono le norme da tenere in materia di sicurezza igienico sanitaria.

Le insegnanti si stanno adoperando per aiutare a distanza i loro piccoli alunni. Il Comune di Empoli, e spero sia seguito a ruota da altri, ha varato una direttiva per cui gli assistenti educativi per i bambini con la Legge 104 saranno inviati a domicilio per la scuola dell’obbligo per 3 ore giornaliere.

Inoltre sorge la questione apprendimenti e didattica visto che la Primaria è la fascia dove si pongono alcune basi concrete: leggere, scrivere, fare di conto e raccontare.

Tuttavia anche per i bambini delle elementari mantenere alta l’attenzione al gioco psicomotorio è un jolly che va a contenere le fatiche della realizzazione della scrittura e della decodifica di un testo scritto.

La chiusura delle scuole, decisione che tutti condividiamo nel valore di sicurezza relativa a un momento grave diventa anche sorgente di “problemi familiari”:

  1. Dove cavolo lo/la metto ?

  2. Cosa cavolo gli/le faccio fare?

  3. Come cavolo pago la tata/un sorvegliante e dove la/lo trovo?

  4. Quando mai passerà?

  5. I compiti?

Se riuscissi a rispondere al “quando mai passerà” sarei una virologa con il vaccino in tasca. Non lo sono. Quindi come te devo aspettare.

Se ti rispondessi al “come cavolo pago la tata e dove la trovi” sarei il Premier  e il Presidente della Banca Italia, ma non lo sono.

Alla domanda 1, dove cavolo lo metto, ti suggerisco qualora riuscissi di attivare la carta “nonni”, “zii” e “amici di famiglia”.

In un momento serio come l’attuale è solo grazie a una RETE che SOSTIENE il bambino circondandolo consapevolmente (senza ansie) che si può aiutarlo. Innescando così un reticolo fluido e sicuro di persone generose, educate e collaborative si può pensare di far percepire la paura al bambino, sradicato dal suo essere “studente” di scuola, giornate immerse con altri 25 bambini che ora non vede più,  come qualcosa di superabile.

La RETE che SOSTIENE non è solo un mio mood da anni, è oggi la concretizzazione del valore Unico che le figure educative, i genitori, i vicini , i parenti realizzano attraverso la co-costruzione di filtri allo sgomento del bambino.

Qualcuno può sollevare la questione “nonni sì o nonni no”, mettere i piccoli insieme agli anziani è o non è pericoloso? 

Il decreto ci invita a tutelare gli estremi della nostra società, tuttavia se penso ad alcuni nonni in perfetta salute che conosco (persone attive e in salute), nonni delle famiglie con cui collaboro, con le adeguate cautele, credo che occuparsi dei nipoti sia invece un toccasana per l’intera famiglia.

La domanda 5 è la più scottante, i compiti, quindi ti rispondo subito.

So di maestre geniacce pedagogiche che invece di alimentare ansie da compiti di genitori e figli hanno deciso di inviare giorno giorno i compiti via whatsapp o tramite il registro elettronico.

E non pensare che agiscono così per pigrizia a pre-organizzarsi (una mela marcia non fa il sacco da buttare)…

È una mossa di :

-Continuità
-Di alleggerimento emotivo
-Di organizzazione e di pianificazione per il bambino che ancora non sa distribuirsi e e dovrebbe attivare il genitore/maestra/controllore che è quanto di più deleterio nello sviluppo della motivazione/interesse per la scuola.

Per quelli che non hanno maestre Genie potresti diventare tu una “planner” dei compiti, non una vice maestra:

Prima ancora di sbattergli la lista dei 101 esercizi e letture dividili con un opera di taglia e cuci, lasciando sempre sabati e domeniche liberi (vale anche per i compiti di Natale, Pasqua e estate).

Visto che lo studio orale non piace ti suggerisco di ovviare (3-4-5 primaria) allo studio per micro riassunti: in un quadernino riassunti belli dove vi potrà anche attaccare foto e disegni (a seconda gli piaccia disegnare o meno)

Per la matematica e il resto opta che li faccia anche aiutandosi con strumenti solidi: abaco, regoli, pizze tagliate per le frazioni, forme -così da semplificare i problemi.

Per l’analisi logica e grammaticale, ti suggerisco il librino di Bortolato “grammatica al volo” che vale solo per lo schema …il resto lascialo in libreria.

Ritorno alla domanda 2, “cosa cavolo gli/le faccio fare e perché”, ti elenco una serie di punti di cosa non deve mancare alle giornate:

  1. mantieni le routine apprese a scuola, questo consente loro una certa stabilità : sveglia, pranzo, relax e operatività
  2. Lettura per piacere: scegliete una storia, esempio Don Chisciotte e procedete 5/6 pagine al giorno senza fare domande di comprensione
  3. L’arte: ri-bellare è sempre utile. Tuo figlio è grande per il solo colore, salvo che non sia un amante, così potresti proporre la scultura utilizzando paste naturali, il fimo, l’argilla e aiutandolo con del filo di ferro all’interno o una bottiglia di succo o 1/2 litro di latte.
    Manipolare e creare fluidificala scrittura, l’emotività, la carica erica e rende soddisfatti come di una torta.
    Un’altra cosa che potreste fare sono i libri d’artista (cercali su google).
  4. Momenti di ingegneria:  proponigli di smontare e rimontare oggetti o se hai da fare qualcosa di bricolage utilizza i tuoi figli come operai.
  5. Momenti musicali: qualcuno dei più grandi avrà già sviluppato dei gusti propri, forse che ti piacciono o no. Questione di generazioni!!
    Tuttavia cantare insieme Me ne frego di Lauro (o altri personaggi della scena moderna) potrebbe essere un buon modo per accoglierlo, ascoltarlo e aiutarlo a tirar fuori la voce e le sue emozioni.
    Sempre più bambini mi accorgo in ritardo con il mutare la voce, li trovo pre adolescenti e adolescenti con la vocina paperina sottile e nascosta…mica tanto positivo per lo sviluppo della socialità e della sessualità future…
  6. Momenti all’aperto: bicicletta, pattini, skate, passeggiate il tutto all’insegna del movimento e dell’esplorazione di Keri Smith (autrice di opere come Distruggi questo diario, Esploratore del mondo..)
  7. In casa un bambino della primaria dovrebbe essere ovvio che sia contemplato in piccoli turni di impegni per la casa come la spazzatura al cassonetto, stendere la lavatrice, pulire la sua scrivania, apparecchiare e sparecchiare e sporzionare gli alimenti.
  8. Anche per la primaria il momento NULLA ci deve essere, senza scambiarlo con il tempo dei video giochi, tv e netflix…almeno una o due ore dove inventarti cosa fare
  9. Per il momento libertà devi invece lasciarlo libero.

Il solito punto extra- il 10è il punto Genitore, quello che solo tu puoi sapere davvero conoscendo tuo figlio e tua figlia.

Tutti questi sono trasversalmente attraversati da 2 temi, la socialità e l’assenza di giudizio.

La socialità che oggi il Covid19 ci limita è tuttavia un’area da alimentare costantemente e in presenza, mostrandoti modello vivente.

L’assenza di giudiziose devi -DEVI- mantenerla in tutti i 10 punti precedenti, sopratutto nei lunghi periodi a casa dove le ansie vengono alimentare anche senza bisogno di sentire il genitore con lo sguardo giudicante.

Qualsiasi cosa faccia (anche se non incontra il tuo gusto ed è legale) è un’azione FORTE in prima battuta.
Se è sbagliata nel risultato, è SUPER lui/lei, il suo impegno che è stato GRANDE ahimè non ha prodotto un risultato altrettanto eccellente.

Se ti senti fragile, se vuoi un aiuto perchè avverti che questo pezzo di abbia scatenato domande fissa una consulenza con me attraverso il form sotto

Vania Rigoni