I colloqui a scuola, come gestirli

I colloqui a scuola

I colloqui genitori-insegnanti sono il momento in cui le due componenti educative, motore di sviluppo si incontrano e comunicano.

L’istituzione scolastica dal Nido alle Superiori prevede degli spazi dove i genitori si possano incontrare con altri in assemblea e da incontri individuali con le figure educative e didattiche.

Alcune scuole nelle loro home page proprio per mandare un messaggio importante di “non abbandono” dei progetti educativi dei bambini e dei ragazzi hanno pubblicato messaggi di questo tipo: 

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Sembra tuttavia che per non so quale decreto, i colloqui a scuola (quindi a distanza) siano visti da molti docenti come inutili in tempo di pandemia.

Leggevo qualche settimana fa “La scuola della deresponsabilizzazione al tempo del coronavirus” di una docente che invita a mantenersi saldi nella posizione di educatori rispetto ai ragazzi anche se in pandemia.

Concordo con lei.

Questo si trasforma anche nel recuperare il VALORE intrinseco del COLLOQUIO genitori e scuola. Non abdicarlo soltanto perchè skype o altri strumenti non sono fino ad oggi mai stati usati.

Partiamo dal senso pedagogico del colloquio genitore-insegnante:

  • è il primo step per la costruzione di una “rete che sostiene” tra scuola/ casa e attività individuale e/o extra scuola
  • è un momento dove si parla di tuo figlio e si ascolta cosa la scuola vede, come sta procedendo e quali aree sono fragili 
  • è anche un momento dove l’insegnante ascolta le fatiche dei genitori e le fatiche dello studente, nonché l’evoluzione rispetto al progetto scuola
  • è l’unico momento -ecco perchè ha un valore immenso-dove può avvenire lo scambio concreto di informazioni e di osservazioni delle due figure che contribuiscono alla crescita.
  • Per questo ha un valore immenso.

▶️ Non è due chiacchiere con la maestra, come a volte sento dire, perchè mio figlio è bravo e non ha problemi. Infatti a volte mi sembra inutile andarci.

Anche se tuo figlio è bravo ha diritto a uno scambio di crescita fra chi si occupa di lui, può darsi che sia bravo e che comunque ci sia qualcosa di cui parlare, di cui ascoltare (perchè anche se uno è didatticamente competente è anche una persona che vive e che ha degli interessi che potrebbero divenire leve per il futuro suo apprendimento).

‍♀️Altrimenti i colloqui sembrano diventare solo “spazio” per i problemi e per i ragazzi problematici, che però detta così, diviene un “patibolo” o un “tribunale” a girare per genitori, figli e scuola.

I genitori e gli insegnanti devono quindi collaborare insieme per rendere il percorso scolastico completamente rasserenante per gli studenti .

No giudici.

No chiacchiere.

Sì a un momento strutturato di comunicazione positiva di costruzione di progetti educativi personalizzati.

BUUUUUM!!!!!
La Rigoni oggi “smatta”!

Sì. 

Basta con gli assunti da amministratrici e burocrati.

Gli studenti (e anche i piccoli dello 06) hanno necessità di ESSERE PENSATI dai loro genitori e dalle loro figure educative e quindi occorrono periodici momenti di scambio per “aggiustare gli sguardi”.

Non è facile da comprendere, lo vedo anche nella mia attività con i bambini: a volte vivo la fatica di fare meeting con entrambi i genitori MA con il digitale adesso questo è possibile.

IL COLLOQUIO ha al suo interno una regolamentazione, che se non la sai te la scrivo qua così da averla sott’occhio:

  1. La puntualità

  2. L’educazione nella sua prenotazione e attesa e attivazione

  3. Prendete appunti così una volta concluso potrete riflettere

  4. Essere oggettivi, né troppo severi né troppo solidali con i propri figli e con i propri studenti

  5. Ascoltare – accogliere e non giudicare

  6. Rispettare i turni della conversazione (non siate né logorroici né muti)

  7. Datevi degli obiettivi a medio e lungo termine

Quindi vengo al tema di oggi:

Perchè NON accettare i genitori in colloquio in questo momento di pandemia?

Perchè far “calare” dall’alto la disponibilità a incontrarsi in video chiamata è preferire un unica modalità che è la scritta?

Questo lo trovo anticostituzionale rispetto al Diritto allo studio.

E non scriverò come ti aspetteresti “ancora di più se si tratta di bambini/ragazzi” con certificazione, perchè GLI STUDENTI SONO TUTTI UGUALMENTE BISOGNOSI DI ATTENZIONE E DI CURA EDUCATIVA tutti i giorni dell’anno e oggi, in pandemia ancora di più.

Visto che di solito nei colloqui si chiede:

  1. Quale metodo di lavoro viene usato in classe?
    Così da poter capire come intervenire nel sostenerlo a casa…
  2. Come posso aiutare mio figlio quando è a casa?
    così da farsi consigliare nel processo di apprendimento extrascolastico…
  3. Come si comporta mio figlio in aula?
  4. Per comprendere se i tuoi messaggi educativi vengono applicati e nel caso non fosse capirne gli inneschi.
  5. Che reazioni adottate nel caso si comportasse male?
    Per comprendere e sostenere anche a casa le scelte educative della scuola e darne il valore adeguato

Perché OGGI che la classe è diventata il salotto, la cucina, la camerata
NON “viene attivato un colloquio che vede le classiche domande capovolte”?

Come può l’insegnante pensare di NON comunicare con la famiglia?

Che risposta posso darvi:

FATE GIRARE QUESTO ARTICOLO

CONTINUATE A PRETENDERE UN COLLOQUIO

Solo quando vi vedete persi:

CHIEDETE ALLE FIGURE STRUMENTALI BES E DISABILITà

PROTESTATE CON LA DIRIGENZA SCOLASTICA

Al fianco di tutto questo resta vostro figlio che ha bisogno che il suo procedere sia tarato sui suoi bisogni di apprendimento, sulle sue risorse e abilità.

Non vi deve bastare la superficialità di una risposta mediocre:
“signora basta che faccia quello che si sente!”

Io sono qua per qualsiasi cosa.

 

Vania Rigoni

 

☎️3332351003

 

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