Non sta fermo ma evitiamo di legarlo alla sedia

Stai ferma! 
Non correre a destra e a sinistra!
Mettiti tranquillina…..
Sono certa che più di una volta ti sei trovata a fare un urlaccio di quel tipo.
E più di una volta sei arrivata a pensare:
ora lo lego alla sedia!!!
Ti voglio dire in questo post come la soluzione più veloce NON sia quella più efficace.

Evitiamo di legarlo alla sedia: postura e movimento nell’apprendimento

La postura è come stiamo attraverso il nostro corpo: gobbi, eretti, stanchi, allegri..
Per esempio quando noi guardiamo qualcuno che camminando si avvicina a noi, o si siede a poca distanza ci casca l’occhio su come è appoggiato alla sedia, su come si muove, su come tiene le spalle, se è a gruccia, se è rilassato. Questo primo sguardo sull’altro attiva una curiosità e si crea un movimento emotivo verso un’altra persona.
Mi piace? Che strano? Mamma mia come è afflosciato…

La postura di tuo figlio quindi ti racconta TANTO DI LUI E DI LEI. 

La osservi? o ….ti soffermi solo su quanto non sta mai fermo?

Anche solo da come entra in studio tuo figlio io capisco quanto è “attivo” e “curioso”, oppure se “è scoraggiato”.
Poi c’è il MUOVERSI. Non tutto è nocivo, anzi se continui ancora un pò a leggermi, scoprirai che tutto quel fermento non è detto che sia cattivo presagio.
Lo è se non è accompagnato da uno scopo, un fine nutriente.
Il muoversi con piacere, con divertimento, con scopo, muoversi con consapevolezza, in altri termini saper muovere il proprio corpo non soltanto per inerzia, ma anche sapersi muovere col pensiero attiva quattro aspetti: 
  1. attiva i processi di apprendimento 
  2. attiva una migliore conoscenza di sé 
  3. attiva un accomodamento del proprio modo di essere all’interno del mondo
  4. attiva l’autonomia e una responsabilità sociale 

Perché il muoversi attiva i processi di apprendimento?

  • Se io riesco a controllare, a gestire la mia postura e i miei gesti,
  • Se io riesco quindi a dare un senso ai miei movimenti, a controllarli nello spazio e anche nello spazio del mio pensiero
significa che sono in grado di attuare un insieme di azioni pianificate e guarda caso le azioni pianificate portano a delle azioni di pensiero, portano a pensare: quindi il pensiero ci porta poi ad apprendere.
E’ interessante osservare i propri figli: se sono piccoli, quindi fino a tutta l’infanzia, non ci dobbiamo eccessivamente preoccupare del loro ciondolare perché stanno facendo prove di apprendimento della loro postura e della loro coordinazione in senso ampio; quando iniziano a crescere invece facciamoci maggiormente caso.

TI SPIEGO ANCORA MEGLIO:

Un figlio che come studente si sente incompreso, che non ha istaurato legami significativi con le maestre o i professori spesso diventa così irrequieto anche nei movimenti perchè vuole farsi notare ad ogni costo e da tutti: SOPRATUTTO DA TE.
Spesso ti accorgi più che lui va male a scuola piuttosto che ha un disagio, e pensi sia svogliato, ci litighi ma non ne cavi nulla.
In un ragazzo, che è scoraggiato dalla sua vita scolastica o dai continui conflitti con i genitori, porta una postura “disarmonica” connessa a una mancanza di attenzione in classe….
>>>>>>d’altronde deve continuamente aggiustarsi perché dondola sul banco e sulla sedia.
Una mancanza di motivazione, perché sono talmente sempre tutto distratto a fare tutti questi aggiustamenti e a sentire i richiami su questo fatto che poi alla fine passa la voglia.
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C’è UN GRAN LAVORO EDUCATIVO DA FARE CON LUI, AIUTARLO AD SENTIRSI BENE E EFFICACE, a SENTIRE CHE HA LE RISORSE GIUSTE PER FARE E PER AGIRE E PER DIVENTARE UN RAGAZZO SODDISFATTO DI SE STESSO.

E che cosa puoi fare TU?

Intanto fin  da piccolo richiama l’attenzione al suo tronco e alla sua postura, proponigli sport e corsi di strumento musicale.

Chiamami e insieme cominciamo a lavorare al progetto “ti rafforzo per apprendere tutto quello che ti serve dalla vita”.

Come? Io aiuto prima te, mamma o babbo, e poi insieme aiutiamo lui!

Vania Rigoni

☎️ 055-472846 – 3332351003

Contattami qui al volo >> https://bit.ly/Vania_Rigoni-contatti

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