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Se invece vuoi scoprire altro di me…continua a leggere questa lettera che ti ho scritto per raccontarmi

Dalla scrivania della D.ssa Vania Rigoni
via Vittorio Emanuele II, 10 Firenze

 

Caro Genitore,

A casa vi trovate sempre all’ultimo momento della domenica per fare i compiti? Sei preoccupato perché i professori hanno notato un comportamento strano in tuo figlio (si distrae spesso, si isola o non ascolta)?

Ecco PERCHÉ ciò che stai per scoprire ora permetterà a tuo figlio di imparare DAVVERO a gestire meglio il tempo, rispettare le scadenze e trovare la concentrazione, anche se ora ti sembra una situazione disperata.

Il primo passo è smettere di perdere tempo con sistemi che non fanno altro che “nascondere la polvere sotto il tappeto”(anche se ora ti sembrano soluzioni appropriate)

 


 

Scopri come possiamo risolvere insieme i problemi di tuo figlio:

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Stare incollati allo smartphone non rende i giovani felici, anzi: i teenager che abitualmente trascorrono ore e ore sugli schermi dei telefonini sarebbero «decisamente infelici».

— (dallo studio pubblicato sulla rivista Emotion da Jean Twenge, prof.ssa della San Diego State University)

 


Eccoci qui, caro genitore.
Se sei arrivato qui ora, forse hai già letto qualcosa su questo blog.
E forse ti starai chiedendo:

“ma dovrei davvero rivolgermi a te?”
“mio figlio ha davvero bisogno di una pedagogista?”

 

Magari invece non hai letto ancora nulla, ma ti sei semplicemente accorto che in tuo figlio qualcosa non “gira come dovrebbe”.  Oppure hai notato (tu o gli insegnanti) un cambiamento in lui, e ti stai chiedendo cosa fare.

Qualunque sia il tuo caso, ti consiglio di prenderti un minuto e leggere le prossime righe, perché potresti trovare la soluzione migliore:

  • per te, che ora probabilmente ti senti disarmato, incerto su quale sia la strada giusta da seguire per aiutare tuo figlio;
  • Per lui, che potrebbe incorrere in disagi ben più profondi e radicati più avanti nell’età, se non riesce a risolvere subito il problema;

 

Ragazzo studia di notte

Siamo sinceri.
Passare le domeniche pomeriggio a lottare per fargli fare i compiti, fino a trovarsi a mezzanotte esauriti e ancora con la testa china sui libri sotto la luce dell’abat-jour, non è bello né per noi né per lui.

Soprattutto se poi a scuola tocca anche sentirci ripetere che:

  • è svogliato
  • è distratto e non gioca coi compagni
  • non rispetta le consegne

(Dico una cosa che potrebbe dar fastidio. Ma è inutile far finta di niente.)
Gli altri genitori non vedono l’ora di farsi belli con gli ottimi voti dei loro campioni…
So che tu non hai bisogno di questo. Ma conosco anche quelle situazioni particolari in cui ci si trova a parlare con le altre mamme fuori da scuola.
Quando a volte ci si racconta di come vanno a scuola, di come si comportano a casa… e conosco quella sensazione leggera, che viene dal profondo.
Non ci si deve vergognare a provare quel misto tra imbarazzo e mortificazione nel sentire che i nostri figli non sono così perfetti come raccontano gli altri genitori dei loro, di figli.

Perché se andiamo a vedere sotto il tappeto, tutte le famiglie hanno i loro problemi coi figli a casa. Solo che li mascherano in pubblico, non li raccontano e non li affrontano perché hanno paura.

E io so che tu non sei uno di quei genitori.)

 

Per carità. Noi tutti a quell’età avevamo altro per la testa, da ragazzini.

Ma ci sono casi in cui comportamenti del genere potrebbero denotare l’inizio dello sviluppo di patologie come:

  • disturbi dell’apprendimento;
  • disturbi della personalità;
  • problemi a livello organizzativo nella quotidianità;
  • disagi nella vita socio-relazionale;

… tutte cose che se non affrontate e risolte in tempo, si possono sviluppare negli anni, e in età adulta compromettere la salute e la serenità dei nostri figli.
Trasformandosi in problemi di depressione, di sociopatia, disturbi da personalità borderline, e altre patologie che rendono la vita molto più difficile.

 

contattami ora, e scopri come possiamo lavorare insieme

 


 

A questo punto ti devo chiedere massima sincerità nel rispondere a questa domanda:

 

Vuoi DAVVERO risolvere il problema di tuo figlio e la situazione che si è creata a casa e a scuola?

 

Te lo chiedo per un motivo.
Se il tuo obiettivo è solo ed esclusivamente fargli fare i compiti, prendere il bel voto, “fare in fretta” che la fine della scuola è vicina (possibilmente senza spendere troppi soldi e perdere troppo tempo) …

Mi spiego: se quello che cerchi è la “pillolina magica” che risolve d’incanto il problema senza capire che cosa sta CAUSANDO il problema…
(Come quando hai un mal di testa e prendi la pasticca che ti fa passare il dolore senza preoccuparti dell’origine e la causa del sintomo)
…allora devo essere sincera: la mia NON è la soluzione adatta a te.

 

Perché?

  • NON sono un’insegnante: non lavoro in uno di quei centri dell’apprendimento dove ci si occupa di tenere impegnati i ragazzi nel doposcuola. In pratica, il mio lavoro non sarà “fargli fare i compiti”.

Anche se il lavoro che faremo assieme è “pratico” e si faranno delle cose, (NON sono nemmeno una psicologa che si occupa dell’aspetto mentale), è importante che tu capisca: quello che andremo a fare è un vero e proprio percorso che ti porterà a comprendere:

  • Perché il sistema che è in atto adesso tra tuo figlio e la scuola è nel 97% dei casi errato;
  • Perché se tuo figlio è distratto o non ascolta e non è attento, molto probabilmente c’è un problema di comunicazione;
  • Qual è il modo per cambiare il sistema errato che sta all’origine dei problemi di apprendimento e di educazione del ragazzo;
  • Come mettere in atto un sistema corretto per risolvere i problemi a scuola e coi compagni;

 

In sostanza, come smetterla di arrivare tutti e due sfiniti e prigionieri di queste domeniche pomeriggio di lotte eterne e che vi imprigionano in casa.

 

contattami ora, e scopri come possiamo lavorare insieme

 


 

D’accordo, Vania. Ma quindi perché dovrei contattarti?

Prima di tutto perché, caro genitore, se ti ritrovi finora in quello che ho scritto, è arrivato il momento di agire e non lasciar passare altro tempo.
I problemi comportamentali dei giovani non possono, al giorno d’oggi, essere lasciati in balia di schermi, pc, smartphone e Internet.

 

Gli adolescenti che usano molto lo smartphone e altri apparecchi multimediali hanno un rischio doppio rispetto ai coetanei che adoperano poco tali mezzi di sviluppare disturbi comportamentali. In particolare, per chi abusa dei media digitali, risulta elevato il rischio di sviluppare il cosiddetto disturbo da iperattività e deficit di attenzione».

— (indagine effettuata sul Journal of the American Medical Association)

 

  • dal 2009 mi occupo di risolvere, da pedagogista, situazioni complicate in famiglia.

E negli anni ho capito che la differenza nei risultati del mio lavoro la fa un aspetto fondamentale, che difficilmente i pedagogisti hanno la capacità di sviluppare.
Questa è la capacità di interfacciarsi con il mondo del bambino/ragazzo adolescente, a 360 gradi.
Nella vita dell’adolescente giocano tante componenti: la scuola, in primis. Poi la famiglia, ma anche lo sport, in qualche caso lo psicologo…

Sempre più spesso mi sono trovata a coordinare il piano educativo con il lavoro che in parallelo svolgono le insegnanti.
A parlare direttamente con loro e cercare di collaborare per quanto riguarda il piano didattico oltre che seguire e correggere man mano i problemi comportamentali.

Non vuoi iniziare prima possibile a costruire un ambiente meno ostile possibile per tuo figlio, e permettergli di imparare a:

  • rispettare le consegne;
  • organizzarsi meglio i compiti a casa;
  • relazionarsi meglio coi compagni e le insegnanti;

 

…e iniziare a vivere tutti quanti più serenamente in famiglia, senza dover ogni santo weekend imbracciare le armi per fargli fare i compiti?

 

contattami ora, e scopri come possiamo lavorare insieme

 


 

Come funziona il lavoro con te?

Cerco di raccontarti brevemente come si svolgeranno le sedute dopo che avremo preso contatto e fissato un appuntamento:

 

  1. In genere incontro tutta la famiglia la prima volta;
  2. In seguito farò 3 incontri solo col bambino, per conoscerlo meglio e coinvolgerlo in alcune specifiche attività pratiche che mi permettono di capire bene il problema;
  3. Il quinto incontro si svolgerà di nuovo con tutta la famiglia al completo e da qui vi spiegherò qual è il piano con cui ho deciso di procedere.

 

Da qui deciderete se proseguire o no secondo il programma che ho definito, secondo una sorta di “accordo di collaborazione”.*

*(Seguo questa metodologia perché NON SEMPRE le famiglie sono disposte ad accettare i piani educativi che propongo. Mentre io, in quanto pedagogista specializzata, ho assoluta necessità che da parte della famiglia venga riposta la fiducia nel lavoro del professionista. Altrimenti, come immagini, sarà impossibile collaborare in modo costruttivo per il benessere del ragazzo.)

È arrivato il momento di aiutare i nostri ragazzi al meglio che possiamo, con gli strumenti giusti e l’amore di cui hanno bisogno.

 Vania Rigoni

contattami da qui, e scopri come possiamo lavorare insieme:





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