Relatrice al Convegno Nazionale di Percorsi Formativi 06/2019

Il tema del Convegno è estremamente delicato, insieme ai formatori di PF06 sto portando avanti un progetto di diffusione di una cultura dell’educazione che si poggi su solide basi teoriche e scientifiche, nuove ricerche e una attenzione alla Persona che non si è vista negli ultimi 30 anni.

“Come ti senti?”
Bambini a disagio, adulti in difficoltà. Nuovi sguardi per nuove competenze

Questo è il titolo voluto dalla amica e collega Silvia Iaccarino, ideatrice del progetto Percorsi Formativi 06, che vede coinvolte un insieme di specialisti delle scienze umane che collaborano in modalità sincera e costruttiva ad offrire formazioni e corsi di qualità e di professionalità elevati.

Il programma è fitto di nomi illustri e interventi preziosi, orientati principalmente agli educatori e educatrici della fascia 0-6 anni. Personalmente sarei lieta di vedere tanti dei volti che conosco via social sia di colleghi che di genitori.

Di seguito ti metto la scaletta, che però trovi con tutti gli abstract nel sito di PF06.

Silvia Iaccarino apertura lavori

Luigina Mortari, La sapienza della cura

Patrizia Granata , S.O.S. EDUCATIVI. Quali competenze per essere educatori di qualità

Alberto Pellai , Orfani davanti ad uno schermo: L’importanza di avere un progetto educativo per la vita online

Alberto Oliverio, Lo sviluppo dell’attenzione del bambino

Pamela Pace, Corpo, cibo, legame: quali peculiarità, quali fatiche per il bambino e per l’adulto

Giuseppe Nicolodi, Leggere i segnali di disagio dei bambini al Nido e alla Scuola dell’infanzia

Chiara degli Esposti e Ornella Cavalluzzi, Contattare il bambino interiore. Il vissuto dell’educatore come strumento chiave nella relazione con i bambini

Daniela Ghidini e Marianna Vaccalluzzo, Intime connessioni: Recuperare un’educazione che sa fare anima

Vania Rigoni, La rete che sostiene
Qui ti metto l’abstract del mio intervento:

La rete che sostiene

La società attuale, anche attraverso incredibili scoperte nelle neuroscienze, apre panorami sempre più complessi per il ruolo genitoriale, in particolare laddove mamme e papà si trovino ad affrontare una fatica del figlio lungo il suo percorso di crescita. Da un lato, infatti, troviamo una medicina che innova e definisce con sempre maggiore precisione le disfunzioni dei soggetti e, dall’altro, un sistema sociale frenetico e disorganizzato che non riesce a rallentare per includere tutti.

Inoltre, per i genitori di oggi che sul figlio investono ben più che in passato, sotto ogni punto di vista, prendersi carico di un problema evolutivo è più faticoso che mai, anche a causa di una rete sociale sfaldata, per cui essi si trovano, troppo spesso, soli, preoccupati e disorientati.

La diversità, dalla disabilità alle sempre più frequenti disregolazioni emotive e alterazioni comportamentali, pone gli adulti di fronte a un grande dilemma: accettarla o rifiutarla, averne paura o accoglierla.

Sciogliere tale dilemma è faticoso per i genitori da soli, ma se sono accompagnati da persone di fiducia, come i professionisti dell’educazione 06 anni che si occupano del loro bambino ogni giorno, può essere più facile intraprendere un percorso che accorci il tempo che intercorre dall’osservazione di un campanello di allarme all’azione personalizzata e sinergica di interventi mirati.

La rete di sostegno che le strutture educative possono costruire intorno al nucleo famigliare sono quindi fondamentali, oggi più che mai, in quanto dalla disabilità alle infinite disarmonie dei bambini è sempre più necessario fornire ai genitori un appoggio che li faccia sentire accolti, sostenuti e accompagnati lungo un percorso complesso ed emotivamente impegnativo.

Nel momento in cui, quindi, all’interno dei servizi, un bambino manifesta una difficoltà evolutiva, ai professionisti dell’educazione 06 anni, primi approdi per le famiglie e primi soggetti sociali che si occupano quotidianamente dei piccoli, è richiesta una capacità di relazione e di comunicazione con i genitori connotata da empatia, capacità di ascolto e sostegno affinché possano indirizzarli e sostenerli. Non si tratta di dare mamme e papà una definizione, una diagnosi, quanto invece di trovare modi positivi per mettere in evidenza le competenze e le risorse del figlio come anche le fatiche, così da avviare un percorso di presa in carico del bambino.

In questo intervento, pertanto, si intende approfondire, da un lato, come i professionisti possono condurre un colloquio complesso come il dichiarare ad un genitore che il figlio ha delle fragilità di cui occorre farsi carico e, dall’altro, riflettere sulle competenze basilari che la professionista dell’educazione 06 attuale deve sviluppare: la capacità di ascolto, la simpateticità comunicativa, l’abilità di costruire una rete che sostiene.

VIENI? spero proprio di sì, così da incontrarti di persona,

Questo è il link https://percorsiformativi06.it/convegno/

Anno scorso è stato un grande evento di EDUCAZIONE, per cui mi sento onorata ed emozionata a salire su quel palco a portare il mio progetto LA RETE CHE SOSTIENE.

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